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Cardiochirurgo in quarantena, il dott. Montilla replica alla Fimmg

Coronavirus

Il dott. Pasquale Montilla diffida e richiede una rettifica al comunicato FIMMG regionale, ritenendolo diffamatorio e lesivo dell’immagine professionale, relativo al caso del Cardiochirurgo in quarantena per sospetto contagio COVID-19 (Coronavirus)

“Dal sottoscritto non è stata assunta alcuna posizione o condotta professionale e autoreferenziata da come riferito in modo diffamatorio e lesivo della mia immagine professionale dal sindacato FIMMG regionale. Nel merito ho ottemperato secondo scienza e coscienza applicando da medico un protocollo di profilassi condiviso dalla direzione sanitaria per la riduzione di possibile contagio acuto virale interumano all’interno di un reparto di cardiochirurgia,luogo di degenti ad alto rischio post-operatorio.” Lo afferma il dott. Pasquale Montilla, Oncologo medico, parlando del cardiochirurgo in quarantena per sospetto contagio di coronavirus.

“Il collega cardiochirurgo – continua il dott. Montilla – proveniente dall’Ospedale S.Raffaele di Milano in attività come “Visitor” per uno stage di aggiornamento cardiochirurgico con una nota scritta informava il sottoscritto e la propria direzione sanitaria che presso l’H.S.Raffaele vi era stato un caso di contagio da COVID-19 e dopo avere invano telefonato ai numeri verdi regionali che purtroppo non risultavano ancora attivi ha ritenuto risegnalare la problematica emergente alla direzione sanitaria del Mater Domini. La direzione sanitaria  proponeva al dipendente sanitario di attivarsi presso proprio medico di fiducia al fine di completare percorso di profilassi volontaria e autotutela.Il sottoscritto in qualità di medico ha rilasciato tempestiva certificazione sanitaria telematica inviata all’INPS e per conoscenza alla Direzione Sanitaria del Policlinico Universitario la quale ha accettato tale certificazione valida ritenendo di non inviare alcun controllo nel merito sul paziente .

Preciso di avere operato – aggiunge il dott. Montilla – senza commettere alcuna violazione di legge seguendo la rigida iniziativa dettata dal codice etico professionale .E’ evidente che un eventuale contagio  virale e attivazione di un focolaio all’interno del policlinico universitario disastroso e del Campus Universitario avrebbe avuto ripercussioni gravissime sul piano medico-legale. Le contestazioni del sindacato FIMMG regionale che non rappresenta alcuna società scientifica é  privo di alcuna base scientifica e strumentale.Non risulterebbe da parte del Dipartimento della Salute Regionale alcuna nota di censura congiunta sul mio operato professionale che ricordiamo è dettato da ampia discrezionalità nel rispetto del ruolo professionale e dal codice deontologico.

Ho applicato come da statuto antropologico il diritto alla tutela della salute pubblica.Abbiamo importato in Italia un virus potenzialmente letale di classe IV che si trasmette con contatto interumano diretto con una sequenza genomica con dei primer di attivazione interessante e a rapida diffusione di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine e il tasso di mortalità globale.Risulta perciò sconosciuto ancora un protocollo di cura e attualmente la popolazione sprovvista di un vaccino pertanto é  mia assoluta convinzione avere agito con onestà intellettuale e professionale insieme al cardiochirurgo che stimo che  ha ritenuto proteggere i suoi pazienti in un dipartimento universitario di alta specialità. Chi strumentalizza superficialmente – conclude il dott. Montilla, su tale delicata problematica non appartiene fortunatamente al mio percorso professionale e ne risponderà  nelle sedi opportune per il danno d’immagine arrecatomi.”

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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