Case a luci rosse nel Catanzarese: 50 euro al giorno di fitto e la commerciante aspirante escort

I procacciatori di clienti stavano attenti nel caso di controlli dei carabinieri e della Guardia di Finanza nel non finire nei guai

di Gabriella Passariello- Tante le intercettazioni dalle quali emergono i rapporti di Antonio Santoro, che fornisce alle clienti il nome falso di Andrea e le prostitute che usufruiscono delle stanze poste all’interno delle case di Squillace Lido, Copanello e Stalettì, a lui concesse in locazione da Mario Astarita per un importo di 50 euro al giorno. Per il gip Anna Chiara Esposito che ha vergato un’ordinanza di misura cautelare per 6 indagati, di cui 5 ai domiciliari e uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (LEGGI QUI) sono importanti una serie conversazioni spiate a dimostrazione del reato di favoreggiamento alla prostituzione.

 I suggerimenti in caso di controlli di carabinieri e finanza

 I suggerimenti in caso di controlli di carabinieri e finanza

Il 17 ottobre 2020 Santoro riferisce ad una donna in quale abitazione si sarebbe dovuta recare, a Copanello e non a Squillace e ad attenderla alla stazione ci sarebbe stato il fratello Luigi per poi accompagnarla a destinazione: “e poi lo segui con la tua macchina e ti porta dove devi andare, ti lascia le chiavi, ti accompagna sopra e poi vai via”. In un’altra conversazione prende accordi con una delle donne che chiedeva la disponibilità di una stanza all’interno di uno degli appartamenti: “Ti sto dicendo per quanto ti serve, perché devo controllare, perché subito no, devo vedere quando”. Da altre intercettazioni emerge come, nell’ambito dell’attività di gestione delle case, Santoro si informa anche sull’andamento del soggiorno delle donne che occupano gli alloggi: “Buongiorno.. Quando parti? Ma questa sera quando posso venire a salutarti? Si accordava per il pagamento della somma: “Sono 5 giorni ti do 200 e ne mancano 100 e in questi giorni te i do. Sono 250… lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, siamo andati via sabato ti do 200 ne rimangono 50 e vieni a prenderteli” e suggerisce alle proprie inquiline cosa dire in caso di controlli dei carabinieri: “Se dovesse capitare che viene qualche controllo che voi siete arrivate oggi con il tassista e pagate tutte e due 200 euro per una settimana, 100 euro l’uno e basta”. Il 22 ottobre 2020 Santoro riceve una chiamata da un tale Mario e il suo interlocutore gli chiedeva se fosse successo qualcosa a Catanzaro  e che comunque  stava andando verso Catanzaro. Dopo circa tre minuti Santoro chiamava il fratello appellandolo Luca avvisandolo di andare via in quanto vi era probabilmente in corso un controllo della Guardia di finanza.

“Che ci vuole, basta che sai scopare”

In una ulteriore conversazione del 14 novembre sempre del 2020 Antonio Santoro si occupa del procacciamento di nuove inquiline per i suoi appartamenti: una donna, la informa di aver conosciuto una signora di 60 anni, titolare di un negozio a Catanzaro Lido che vuole prostituirsi e alla quale indica la casa di Squillace Lido, mettendolo a conoscenza anche del prezzo: “50 euro al giorno, non sa fare la puttana” e Santoro ribatte: “E che tanto ci vuole, basta che sai scopare”. La donna riferiva che la signora voleva essere accompagnata da lei, in realtà per risparmiare i 50 euro del canone di locazione giornaliero, mentre invece avrebbe dovuto pagare “come fanno tutte le puttane”. Attività di meretricio continuata anche nel periodo Covid, con una spiccata capacità a delinquere secondo il gip, nell’ambito di una vera e propria organizzazione familiare dell’appartamento (LEGGI).

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