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Caso Di Maio, Fiorita infiamma il dibattito: “Siamo all’apoteosi dell’ipocrisia”

caso di maio

La vicenda Donato-Di Maio continua a tenere banco in vista delle elezioni comunali che si terranno nella giornata del 12 giugno a Catanzaro. Il candidato a sindaco Valerio Donato ha infatti chiesto, ieri sera, la rinuncia alla candidatura da parte di Jack Di Maio, componente di Prima l’Italia – una delle dieci liste a sostegno del Prof – per il suo passato tra le fila di Forza Nuova. “Il sistema mi chiede adesso di fare un passo indietro ma io, invece – ha replicato Di Maio -, farò solo passi in avanti.” (LEGGI)

“Lo sapevano tutti”

L’ultimo comunicato sul caso, in ordine cronologico, arriva dal Comitato elettorale a sostegno di Nicola Fiorita. “Tutta Catanzaro – è scritto – sapeva che un esponente di Forza Nuova si sarebbe candidato con una lista collegata a Valerio Donato. I santini giravano sul web da almeno tre settimane. La presa di distanza fatta 48 ore dopo la presentazione ufficiale delle liste è tardiva, inutile e anche ipocrita. Anche i bambini sanno che nessun candidato è depennabile dalle liste, né esiste il meccanismo delle dimissioni dalla candidatura. Allora delle due l’una. O il professore Donato non ha esercitato il minimo controllo sulle liste, raccattando di tutto nel tentativo di intascare qualche voto in più oppure ha voluto prendersi comunque i voti del candidato di Forza Nuova, facendo finta di essere un intransigente antifascista”.

“La Lega bacchetta Donato”

Il Comitato pro Fiorita torna, infine, sulla stilettata mattutina della Lega. “In ogni caso – si legge – ci ha pensato la coalizione di Salvini (LEGGI) a mettere a posto il professore Donato, bacchettandolo per la sua uscita e dicendo che non ci pensa nemmeno a ritirare il forzanovista dalla competizione elettorale. Tanto per ribadire chi comanda. La stessa Lega – sia detto per inciso – che Di Maio se l’è preso, nonostante i giudizi poco lusinghieri espressi dal candidato su Matteo Salvini, definito “falso patriota” appena qualche settimana fa. Ma si sa, dalle parti di Donato e di chi lo sostiene tutto fa brodo”.

“E tutto finirà in una bolla di sapone – conclude la nota -, perché il professore ci ha abituati alle sue ritrattazioni, vedi il repentino passaggio da “mai con Salvini sul palco” al “sono orgoglioso del sostegno di Salvini”. Questa è l’alleanza che vorrebbe governare Catanzaro “senza compromessi”. Questa è l’ennesima brutta pagina di una vicenda iniziata con lo strappo della tessera del Pd e proseguita con l’inchino al leader leghista”.

© Riproduzione riservata.

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