Caso Sacal, Spirlì scarica la responsabilità sui vertici della società: “Fiducia tradita”

L'ex presidente della Regione replica punto per punto alle dichiarazioni di Abramo: "Catanzaro ha scelto di non ricapitalizzare sulla società"

Continua a tenere banco la vicenda Sacal. Dopo l’ormai nota dichiarazione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, su presunti accordi oscuri dietro ai nuovi assetti societari, l’ex facente funzione Nino Spirlì interviene con un comunicato in risposta al sindaco di Catanzaro Sergio Abramo che lo aveva definito “negligente”. “Roberto Occhiuto – si legge – ha parlato di precise responsabilità politiche e professionali. La Lega, anche attraverso i propri professionisti, ha trasmesso ogni più utile informazione su quanto accaduto al presidente Occhiuto e si è posta al suo fianco da subito per tutelare la posizione della Regione sulla gestione degli aeroporti calabresi. Tuttavia, quando già Roberto Occhiuto era stato nominato presidente, sono emerse situazioni e rilevate condotte personali da parte della governance della Sacal di certo contrarie alla legge, soprattutto per la reticenza nei confronti dei soci rispetto a quanto contestato dall’Enac”-

“È chiaro – prosegue – il riferimento del presidente Occhiuto ai vertici della Sacal che, è giusto dirlo, sono stati nominati dalla Regione e hanno completamente tradito la fiducia data a vantaggio del socio privato una volta compreso che le circostanze avrebbero portato al controllo da parte del privato. Come contestato dal presidente Occhiuto, si tratta di comportamenti contra legem che verranno contestati nelle sedi opportune, riponendo massima fiducia nell’attività di governo regionale che saprà ripristinare legalità e porre al centro della discussione l’unico interesse pubblico che è rappresentato da una gestione efficiente degli aeroporti calabresi”.

“È chiaro – prosegue – il riferimento del presidente Occhiuto ai vertici della Sacal che, è giusto dirlo, sono stati nominati dalla Regione e hanno completamente tradito la fiducia data a vantaggio del socio privato una volta compreso che le circostanze avrebbero portato al controllo da parte del privato. Come contestato dal presidente Occhiuto, si tratta di comportamenti contra legem che verranno contestati nelle sedi opportune, riponendo massima fiducia nell’attività di governo regionale che saprà ripristinare legalità e porre al centro della discussione l’unico interesse pubblico che è rappresentato da una gestione efficiente degli aeroporti calabresi”.

La replica ad Abramo

Riferendosi poi ad Abramo, il quale aveva contestato l’operato di Spirlì, l’ex presidente facente funzioni afferma che il primo cittadino del capoluogo calabrese “riporta palesemente delle circostanze non vere, perché: il Comune di Catanzaro e la Provincia di Catanzaro hanno scelto di non ricapitalizzare, circostanza che confligge con la sua dichiarazione di ritenere la partecipazione in Sacal strategica per Catanzaro… quale ente ritiene strategica una partecipazione e poi non ricapitalizza? Inoltre, ci si ricordi che Catanzaro ha anche un diritto di nomina di un membro del cda insieme con la Camera di commercio e la Provincia di Catanzaro”.

“La ricostruzione dell’incontro e dell’impegno della Regione ad acquistare le quote non optate da parte del Comune e della Provincia di Catanzaro – aggiunge ancora – è una ricostruzione faziosa e inverosimile, anche perché quanto detto è contrario alla legge. Tutti i soci partecipano alla divisione delle azioni non sottoscritte dagli altri soci in un aumento di capitale, pertanto la Regione si sarebbe potuta limitare a sottoscrivere pro-quota le azioni non optate dagli altri soci. Poi, Abramo strumentalizza la mancata sottoscrizione delle azioni non optate nella seconda e terza tranche dell’aumento di capitale da parte della Regione, ma dimentica di ricordare come tale mancata sottoscrizione non sia dipesa dalla decisione dell’organo politico, come per il Comune di Catanzaro a guida Abramo, ma per l’indizione delle elezioni nell’agosto 2021, che ha determinato l’impossibilità per legge di convocare il Consiglio regionale nei 45 giorni antecedenti alle elezioni, circostanza che ha reso impossibile seguire l’aumento di capitale per l’ente regionale. Non si tratta di alcuna mancanza di volontà o incapacità, ma di un evento che ha reso impossibile per la Regione seguire l’aumento di capitale. Nota a latere: anche l’ipotesi di acquistare le quote di Catanzaro è inverosimile, nessun socio può acquistare le azioni di un altro socio senza che scatti il diritto di prelazione per tutti i soci, compresi quelli privati”.

“Sottoscrivere le azioni dell’aumento di capitale? Nessun rischio erariale”

“La circostanza che sottoscrivere le azioni dell’aumento di capitale non sarebbe stato un rischio di danno erariale per gli enti è comprovato dalla scelta fatta dal commissario prefettizio di Lamezia Terme, che anche per soli 150mila euro ha sottoscritto la prima tranche nei limiti delle disponibilità che aveva. Difficile ritenere che vi sia un rischio erariale su una condotta che viene eseguita anche da una commissione prefettizia di nomina statale, peraltro di altissimo standing nazionale (dott. Priolo). Piuttosto – prosegue Spirlì – gli enti che non hanno difeso il proprio investimento e hanno permesso poi al socio privato di raggiungere il controllo dell’Assemblea non dovrebbero dormire sonni così tranquilli sotto il punto di vista del danno erariale. Infatti, dice bene Abramo che i Comuni non dovrebbero investire in società che non portino un interesse alle casse comunali. Ma Abramo si è mai chiesto perché un privato sia disponibile a investire oltre 12 milioni di euro in una società, se non ritenesse che possa ricavarne utili? Di quegli stessi utili ne gioveranno gli altri soci e pertanto anche quelli pubblici”.

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