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“Caso Sala”, Biondo (Uil): “Forse ha fatto indigestione da social… Si scusi”

Beppe Sala? “L’ha sparata grossa anche stavolta”. Firmato, il segretario regionale della Uil Santo Biondo, da Reggio Calabria. 

Secondo l’alto dirigente sindacale, “stress da covid correlato, indigestione da diretta social, appannamento delle difese immunitarie causata dall’afa e dall’assenza di acque cristalline in cui rinfrescarsi. Al momento, è impossibile stabilire cosa abbia colpito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel momento in cui, speriamo inconsapevolmente, ha scelto di far fare all’Italia un salto indietro di oltre cinquant’anni. Sino ad ora chi si sta affannando a capire cosa abbia potuto provocare l’ennesimo scivolone politico del primo cittadino lombardo non è riuscito a trovare una risposta valida. Certo è – così Biondo – che Giuseppe Sala, anche stavolta, l’ha sparata grossa. Senza entrare nel merito della vicenda o voler fare una analisi socio-filosofica su quello che potrebbe nascondersi dietro le sue affermazioni, non possiamo che dire al sindaco Sala che ha fatto un grave errore, non possiamo che suggerire all’amministratore comunale meneghino di scusarsi con i meridionali”.
Come si legge più avanti, nella nota diffusa da Santo Biondo agli operatori dell’informazione, “oggi, davanti ad un Italia divisa in due e colpita duramente dalla crisi economica e dalla pandemia da Coronavirus, non possono essere le gabbie salariali la soluzione ai problemi di quartiere di una delle capitali economiche dell’Italia.
Con il suo dire Giuseppe Sala si è messo in netta antitesi, intanto, con le tesi del partito che lo sta ospitando fra le sue fila. Oggi, la Nazione ha bisogno di condivisione, ha bisogno di ridurre le distanze fra il Nord ed il Sud dello stivale e non ha certo bisogno di politiche che possano ulteriormente allargare il solco fra una parte e l’altra del Paese”.
“I lavoratori hanno gli stessi diritti sia che siano residenti a Milano che a Reggio Calabria – pone in rilievo il segretario regionale della Uil -. Fra i loro stipendi non vi possono essere differenze se non quelle legate ai diversi inquadramenti contrattuali e alle diverse responsabilità professionali cui ognuno di loro si fa carico. Se il costo della vita può anche essere diverso, lo stesso si può dire dei servizi che vengono fruiti dai lavoratori da un estremo all’altro dello Stivale. Per tutti, però, è identico il costo delle tasse che lo Stato incamera ad ogni scadenza fiscale. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, il carico maggiore sono chiamati a sobbarcarselo i cittadini del Mezzogiorno d’Italia che da sempre sono alle prese con le addizionali più alte di tutta Italia”.
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