Catanzaro, alunno con disabilità escluso da gita: esposto al prefetto

Nota stampa di Cristina Rotundo, consigliere comunale di Fare per Catanzaro, in merito all’episodio che avrebbe riguardato un alunno con disabilità, vittima di una voluta esclusione dalla gita scolastica. Lo stesso consigliere ha esposto al Prefetto di Catanzaro l’episodio chiedendo opportuni accertamenti.

“Cristina Rotundo appartenente al movimento politico #fareperCatanzaro, in qualità di Consigliere Comunale e di Mamma, ESPONE QUANTO SEGUE:” Giorni addietro, un’uscita didattica ha “volutamente” escluso un bimbo con disabilita nella scuola secondaria Siano est, violando un diritto dello studente. Una situazione paradossale che, ha visto un ragazzino ben conosciuto nella scuola escluso dall’intera comunità scolastica senza dare alla famiglia la possibilità di scegliere se partecipare alla gita scolastica o meno. Questa è una sconfitta amara dell’alleanza scuola-famiglia, della comunicazione, della comunità intera e del principio stesso di inclusione. Inoltre la legge è chiara, come ha ricordato il Tribunale dei diritti dell’Anffas, pronunciandosi proprio su altro caso: “Una scuola che organizza una gita d’istruzione ma non mette in essere comportamenti coerenti per consentire la partecipazione di tutti gli alunni, compresi quelli con disabilita, di fatto pratica una discriminazione nei confronti degli studenti disabili: in casi come questi, è competente il giudice civile ordinario che, se il tempo è sufficiente, può emettere un provvedimento per impedire la discriminazione, o, se il danno è già compiuto (cioè se la gita d’istruzione si è già tenuta, come nel caso di Catanzaro, senza la partecipazione del ragazzo con disabilita) può riconoscere il risarcimento del danno non patrimoniale in via equitativa e secondo parametri discrezionali”.

“Cristina Rotundo appartenente al movimento politico #fareperCatanzaro, in qualità di Consigliere Comunale e di Mamma, ESPONE QUANTO SEGUE:” Giorni addietro, un’uscita didattica ha “volutamente” escluso un bimbo con disabilita nella scuola secondaria Siano est, violando un diritto dello studente. Una situazione paradossale che, ha visto un ragazzino ben conosciuto nella scuola escluso dall’intera comunità scolastica senza dare alla famiglia la possibilità di scegliere se partecipare alla gita scolastica o meno. Questa è una sconfitta amara dell’alleanza scuola-famiglia, della comunicazione, della comunità intera e del principio stesso di inclusione. Inoltre la legge è chiara, come ha ricordato il Tribunale dei diritti dell’Anffas, pronunciandosi proprio su altro caso: “Una scuola che organizza una gita d’istruzione ma non mette in essere comportamenti coerenti per consentire la partecipazione di tutti gli alunni, compresi quelli con disabilita, di fatto pratica una discriminazione nei confronti degli studenti disabili: in casi come questi, è competente il giudice civile ordinario che, se il tempo è sufficiente, può emettere un provvedimento per impedire la discriminazione, o, se il danno è già compiuto (cioè se la gita d’istruzione si è già tenuta, come nel caso di Catanzaro, senza la partecipazione del ragazzo con disabilita) può riconoscere il risarcimento del danno non patrimoniale in via equitativa e secondo parametri discrezionali”.

O come spiegano gli Esperti di Superabile, richiamando i punti di riferimento normativi e in particolare la Nota Ministeriale 11 aprile 2002, n. 645, che pone particolare attenzione al diritto degli alunni con disabilita a partecipare alle gite scolastiche. Al fine di sentire le persone informate sui fatti sopra descritti si indicano: 1. Cristina Rotundo, elegge domicilio in Catanzaro (CZ) presso Palazzo De Nobili – Via Jannoni; CHIEDO che l’Ecc.ma la Prefettura adita voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti cosi come esposti dettagliatamente in narrativa, valutando gli eventuali profili d’illiceità penale. Con il presente esposto si intende formulare denuncia, sempre in relazione ai fatti sovra descritti, nell’ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità. La scrivente chiede di essere avvisata ai sensi dell’art. 406 c.p.p. nel caso in cui il Pubblico Ministero avanzi formale richiesta di proroga di eventuali indagini preliminari. Chiedo inoltre di essere avvisati anche nel caso in cui, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., il Pubblico Ministero presenti eventuale richiesta di archiviazione se la notizia di eventuale reato dovesse rivelarsi infondata. Con osservanza”.

Redazione Calabria 7

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