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Catanzaro, Celia: 15 anni per tutelare la sicurezza dei pedoni in via Arcivescovado

Fabio Celia catanzaro

“Un percorso pedonale protetto, da costituire sul lato del senso di marcia dei veicoli ovvero il destro, finalizzato a tutelare la sicurezza dei pedoni in via Arcivescovado. Ecco il contenuto di un’ordinanza recante la firma del comandante dei vigili urbani, del suo vice, e del responsabile dell’ufficio Traffico e Trasporti, datata 20 aprile 2004.

Peccato, però, che quelle pressanti esigenze di salvaguardia dell’incolumità pubblica, dovuta alla mancanza di un ‘marciapiede rialzato’ abbiano atteso addirittura 15 anni per essere applicate. Sì, proprio così, tre lustri: un’eternità, insomma.

Un fatto che suscita ilarità, se si pensa che in tale dilatato lasso di tempo avrebbe potuto registrarsi un numero imprecisato di feriti e chissà, Dio non voglia, anche vittime di qualche temerario automobilista o motociclista preso dal demone della velocità o in preda alla più totale imperizia alla guida”. A esordire in questo modo, attraverso un ironico comunicato stampa, è stato il consigliere comunale di Fare per Catanzaro Fabio Celia. Uno dei più attivi membri dell’opposizione a Palazzo De Nobili che si è posto degli interrogativi riguardanti una vicenda che, considerati i contenuti, fa davvero riflettere.

“Mi chiedo – ha rincarato la dose Celia – smettendo di mettere in rilievo gli aspetti caricaturali della singolare vicenda, chi abbia sbagliato a metà degli anni Duemila o quanti lo stiano facendo adesso? E il perché di questi miei ‘amletici dubbi’ non credo ci voglia molto a capirlo. Basti infatti pensare che se il provvedimento, con la relativa installazione dei paletti, fosse stato così urgente poiché il transito dei mezzi in quella strada, peraltro secondaria, poteva arrecare nocumento ai cittadini di passaggio per quale motivo non si è immediatamente dato seguito al dettato dell’atto?

Una disposizione che viene invece applicata ora con un ritardo da Guinness dei Primati persino per realtà quali l’Italia, la Calabria e il capoluogo, tanto da creare i presupposti per un possibile illecito dei funzionari e dirigenti responsabili della sua applicazione in illo tempore. Ma se al contrario – ha aggiunto il rappresentante di Fare per Catanzaro – furono allora valutate come non fondate le ragioni di pericolo che ne giustificavano l’emissione, non ha forse commesso un abuso o comunque violato le norme chi l’ha riportata d’attualità, traducendola in fatti, proprio di recente?”.

Domande che – ad avviso dello stesso componente del civico consesso – non solo sono doverose per quanto perfino naturali. Fatto sta che chiude la nota inviata agli organi d’informazione, ponendosi un ultimo quesito: “Non vorrei che la crescente attenzione, però magari sto pensando male inutilmente, riscontrata da parte della polizia locale e di altri settori comunali sulla zona, importante ma non certo nevralgica per la mobilità catanzarese, sia dovuta a fattori esterni o stia a cuore a qualche persona influente trasferitasi nell’area compresa fra le piazze Duomo e del Rosario’.

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