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Catanzaro, Celia: “Ciconte vada al Misto”

“Quanto successo ieri, in occasione del consiglio comunale, testimonia il trasversalismo di una parte del centrosinistra che, annusando l’aria e sentendo odore di sconfitta alle regionali, cerca di trovare posti al sole dalla parte opposta.

Vecchia storia, di cui qualche giorno fa, abbiamo avuto palmare evidenza nel civico consesso nella posizione improvvisamente manifestata dal vicepresidente del consiglio regionale Enzo Ciconte. Già, l’ex sfidante proprio di Sergio Abramo alle scorse Amministrative che ieri flirtava con lui come fossero alleati di antica data”.

A parlare così duramente – attraverso un caustico comunicato stampa – è stato l’esponente di Fare per Catanzaro Fabio Celia, che da ex dirigente cittadino del Pd neppure ha gradito i giudizi tranchant sul partito espressi dallo stesso Ciconte.

O meglio: gli ha imputato un colpevole ritardo nello stigmatizzare adesso tutto ciò che non va, e non andava anche prima, quando invece si era mostrato ‘sordo’ agli appelli di Celia nel momento in cui veniva eletto a Palazzo Campanella con una messe di voti. “Troppo facile – si legge nella nota diffusa agli organi di informazione da Celia – tuonare ora, parlando di Pd allo sbando e consiglieri regionali deboli di fronte allo strapotere del governatore Mario Oliverio. Spieghi invece perché  non mosse un dito per porre fine alla grave vicenda del tesseramento fantasma o ad altre disdicevoli questioni come ad esempio le riunioni fittizie tenute per distribuire incarichi a pioggia già definiti a tavolino? Mi chiedo, poi, se sia venuto a conoscenza di tali fatti solo adesso, poiché altrimenti sarebbe incredibile che si fosse candidato contro il suo nuovo amico Abramo chiedendo per giunta il sostegno di un Pd così sgangherato, come lo definisce lui attualmente, e di gente quale il sottoscritto, Sergio Costanzo, e tanti altri amici della coalizione messa in piedi per una città vogliosa di crescere secondo uno slogan caro proprio al vicepresidente Ciconte.

Può magari darsi che la sua soglia di tolleranza si sia improvvisamente abbassata”. Ma gli interrogativi di Celia non sono certo finiti qui, considerato che ha pure proposto un ragionamento sulle recenti decisioni di Ciconte:

“A questo punto, credo che per coerenza dovrebbe transitare al Gruppo Misto a Palazzo De Nobili, dando anche seguito all’autosospensione dal gruppo Democrat in consiglio regionale. Una mossa che, in maniera sospettosa, non mi stupirebbe avesse lo scopo di ricattare politicamente Oliverio. Non si spiegherebbe altrimenti lo sperticato elogio fatto ieri nei confronti del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto su cui si è sbilanciato fino a individuarlo come una sorta di presidente ideale. Chissà perché, però, non ha fatto le medesime considerazioni quando il Pd calabrese a guida del parlamentare Ernesto Magorno, o ancora tanti anni prima quello del plenipotenziario Agazio Loiero con cui Ciconte in principio era ‘pappa e ciccia’, perdeva a ripetizione una serie di importanti elezioni locali. Noi, in realtà, lo sappiamo – ha chiosato il rappresentante di Fare per Catanzaro – ma preferiamo che sia lui, dicendo una volta tanto pubblicamente la verità, a rendere noto quali fattori ne ispirino l’agire politico. E convinca inoltre la gente che, al pari del nuovo compagno di viaggio Abramo, non ha il vizietto di blandire quanti gli servono salvo poi scaricarli quando non sono più funzionali ai suoi interessi. Un comportamento per noi inaccettabile”.

 

 

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