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Catanzaro, Celia: “Sicurezza non diventi campo di battaglia politica”

“Il delicato tema della sicurezza in città non diventi il campo di battaglia fra le varie fazioni politiche. Perché deve essere un argomento al di sopra delle parti su cui poter ragionare in termini chiari e con assoluta pacatezza. Accenti molto lontani, cioè, dagli steccati ideologici. Nel caso specifico, infatti, è in gioco la fondamentale tranquillità dei membri della comunità, di qualunque idea e orientamento come ovvio, che hanno il diritto di non subire attacchi alla loro libertà, in particolare mentre compiono enormi sforzi per assicurare il sostentamento delle loro, e di altre, famiglie con un duro lavoro”. Ha esordito così il consigliere comunale di Fare per Catanzaro, Fabio Celia, che è intervenuto su una questione di cui tanto si discute in città e come ovvio non solo. Ma l’ambito che interessa allo stesso componente del civico consesso è come ovvio quello cittadino di cui ha contezza diretta.

“Le parti politiche coinvolte nell’amministrazione del capoluogo – ha affermato – a prescindere dal ruolo di maggioranza e opposizione hanno spesso discusso sull’opportunità di dar corso, anche su base locale, a un inasprimento dell’attività repressiva. E non mi sembra un bel segnale nella misura in cui qualcuno, anzi più di qualcuno, pensa di poterne fare una misura propagandistica. Un provvedimento per parlare in forma diretta alla pancia della gente, soprattutto in un periodo caldo che più pre-elettorale non potrebbe essere. E per giunta in una fase complessivamente delicata per la storia dell’intero Paese”. Ha quindi le idee chiare Celia, che non vuol mischiare la normale dialettica politica con la pianificazione delle strategie per la sicurezza collettiva.

“Non trovo corretto quanto successo, in particolare di recente, forse in concomitanza dell’ormai sempre più imminente ritorno alle urne come premesso, che i rappresentanti dei vari partiti e movimenti abbiano dato corso a un dibattito strumentale, anche dai toni accesi, su come garantire condizioni adeguate in termini di sicurezza alla luce di alcuni gravi episodi verificatisi a Catanzaro. Ebbene ribadisco quanto detto finora: il buon senso suggerirebbe di non scendere su questo terreno di scontro. Mai. In caso contrario ci sarebbe il rischio di un imbarbarimento ulteriore, di un preoccupante scadimento insomma”. La sintesi del Celia-pensiero è di conseguenza facile: “Si intervenga per tutelare tutti i cittadini, soprattutto i più esposti a certi rischi magari perché operatori economici attivi in zone sensibili”.

Redazione Calabria 7

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