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Catanzaro, Celia: tessuto socioeconomico della città è ormai al collasso

Fabio Celia catanzaro

“La città non può più versare in queste condizioni. È giunto il momento di dire basta. Il suo tessuto socioeconomico è ormai al collasso. Eppure in Comune, nelle stanze dei bottoni, sembrano gli orchestrali del Titanic, intenti a suonare quasi fossero automi insensibili mentre il piroscafo affonda. Un fatto inaccettabile, che sta contribuendo a generare danni irreversibili a una serie di piccoli e medi operatori economici messi in ginocchio da un totale vuoto di pianificazione. Il settore del commercio è infatti abbandonato a se stesso, languendo fra un inspiegabile disinteresse delle istituzioni preposte”.

A lanciare l’accorato appello, o per meglio dire il forte grido d’allarme, è stato il membro del civico consesso di Fare per Catanzaro Fabio Celia, il quale da imprenditore, e dunque addetto ai lavori, è ancora una volta tornato – attraverso un comunicato stampa – sulla ‘vessata questione’ della mancanza di attenzione nei confronti degli esercenti del capoluogo, in particolare quelli del centro storico e di altre zone periferiche.

A riguardo ha aggiunto il consigliere Celia: “Sono ormai pressoché due anni, due lunghi anni rimarcherei, da quando ho messo piede nella civica assise che non smetto di occuparmi della profonda crisi di tale ambito. Ne parlo in ogni occasione utile e chiedo lumi all’Amministrazione, che pure si giova di un sindaco come Sergio Abramo riconosciuto grande esperto del comparto. Un uomo che in base alle conoscenze accumulate e alle indubbie capacità dimostrate nella gestione aziendale dovrebbe risolvere i problemi con relativa facilità. Ma se ciò pare esagerato, considerato la congiuntura negativa del periodo attuale, sarebbe stato almeno logico attendersi una cura e sforzi di cui finora non abbiamo invece avuto traccia.

E che dire dell’assessore al ramo, il giovane talentuoso Alessio Sculco, il quale ha il difficile compito di coadiuvare al meglio proprio Abramo”. Celia ha insomma stigmatizzato, sempre dal suo punto di vista, l’assenza di programmazione da parte di Palazzo De Nobili, chiosando:

“Se seguiteremo di questo passo, parafrasando una famosa canzone di Zucchero credo saremo costretti a esclamare: ‘vedo nero!’

E lo dico con profonda amarezza, perché significa la morte professionale di tanti padri di famiglia, commercianti onesti che devono mantenere se stessi o i propri congiunti. Persone che affrontano notevoli sacrifici, magari da decenni, ma da tempo immemore senza più il sostegno concreto delle massime rappresentanti comunali”.

 

© Riproduzione riservata.

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