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Catanzaro, contro il Bari degli ex una prova del nove per pensare in grande

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di Antonio Battaglia – Salgono i battiti cardiaci. Domani sarà la giornata di Bari-Catanzaro, non una partita come tutte le altre. Tanti gli argomenti sul tavolo per considerare il confronto tra Gaetano Auteri e Antonio Calabro qualcosa in più di una semplice gara di campionato.

Snodo cruciale

Innanzitutto perché si tratta di uno snodo cruciale per entrambe le formazioni. Il Bari è secondo in classifica ma non recita ancora da protagonista, il Catanzaro arriva al “San Nicola” reduce da cinque risultati utili consecutivi e alla ricerca di continuità. Ecco allora il primo tema caldo della giornata: vincere per assestare il secondo posto se ti chiami Bari oppure vincere per accorciare e preparare il sorpasso se, invece, ti chiami Catanzaro.

Il big match di giornata sarà, inoltre, un vero e proprio tuffo nel passato per le Aquile. Da Auteri a Maita, fino a De Risio, D’Ursi e, infine, Celiento: la squadra biancorossa è piena zeppa di ex che tante gioie hanno regalato al “Ceravolo”. Uno stimolo in più, dunque, per ben figurare contro il proprio passato e continuare la veloce risalita in classifica.

Obiettivo continuità

Dodici partite sono soltanto poco meno di un terzo del campionato. Una porzione di stagione esigua per elaborare valutazioni definitive sui valori espressi dalle squadre in lizza. Ci sono quelle indicate quali favorite per la promozione che, più o meno, stanno confermando il pronostico iniziale, a dispetto di altre che alternano risultati positivi ad altri di segno opposto. Tra tante incertezze, il Catanzaro sta sgomitando per uscire dal secondo raggruppamento. 

In Serie C serve continuità e la squadra di Calabro non incassa sconfitte dall’indimenticabile trasferta di Terni, ma i difetti sono ancora molti. I giallorossi soffrono per vie centrali e non dimostrano particolare incisività in fase offensiva. Inoltre, devono andare sempre a mille per ottenere il massimo. Tradotto, ogni qualvolta abbassano il ritmo o, in generale, la tensione, vanno incontro a qualche dispiacere. Il borsino in trasferta, tra l’altro, non è dei migliori: solo sei i punti conquistati in altrettante gare, ripartiti in una vittoria, tre pareggi e due sconfitte. A tutto ciò si aggiunge la peggiore difesa esterna del campionato: ben nove i gol subiti, a fronte dei sei realizzati. 

Segnale all’ambiente

Il delicato banco di prova contro il Bari, in tal senso, funge da prova del nove. Le Aquile dovranno scendere in campo con prudenza e concentrazione perché di fronte ci sarà una squadra ben strutturata in ogni reparto, con doti tecniche sopra alla media della categoria e un’identità di gioco definita. Un altro risultato positivo, oltre a smuovere ulteriormente la classifica, lancerebbe un segnale chiarissimo al campionato. E, in primis, a un intero ambiente che sogna da oramai troppo tempo un ritorno agli antichi albori.

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