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Catanzaro, diverse criticità evidenziate dalla commissione Ambiente

disastro ambientale catanzaro

Canali di scolo delle acque piovane intasati, strade dissestate e degrado diffuso. Sono diverse le criticità riscontrate dalla commissione consiliare all’Ambiente presieduta da Eugenio Riccio. L’organismo di Palazzo De Nobili, in mattinata, ha eseguito alcuni sopralluoghi con il personale dell’Asp.

Il primo, sollecitato dalle consigliere Celi e Rotundo, ha riguardato via Fares, dove la commissione e i funzionari dell’azienda sanitaria provinciale hanno preso atto di una generale situazione di degrado causata dalle condizioni di dissesto delle strade e dalla mancata pulizia dei canaloni per la raccolta delle acque meteoriche. Al sopralluogo hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del comitato di quartiere.

La seconda verifica sul campo ha riguardato, su richiesta della consigliera Gallo, il plesso scolastico Croci, nel quartiere Santa Maria. Nello specifico, il presidente Riccio, i colleghi e l’Asp hanno sottolineato la pericolosità di un canale per la raccolta delle acque piovane. “La mancata pulizia di un canale a due passi dall’edificio scolastico – ha spiegato il presidente – pregiudica l’incolumità pubblica di docenti, personale e, soprattutto, alunni”.

L’ultimo sopralluogo ha consentito alla commissione di esaminare i problemi delle aule nel plesso Murano, a Lido, nelle quali sono necessari interventi che eliminino le infiltrazioni d’acqua e la contestuale creazione di muffe sui soffitti di alcune aule.

“Ringraziando l’Asp per la disponibilità – ha affermato Riccio – non si può non evidenziare la presenza di criticità dovute alla mancata pulizia dei canaloni, operazioni fondamentali per le quali sembrerebbe non ci siano le dovute risorse economiche. La commissione non può far altro che registrare l’assenza di programmazione del dirigente della Gestione del territorio, e dello stesso settore, nonostante già nel mese di giugno questo organismo avesse censito caditoie e canaloni proprio per indicare quali fossero le priorità su cui intervenire. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

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