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Catanzaro, Fiamma Tricolore: chiarire ruolo Siciliani in Sieco

“Era il mese di marzo quando sottolineavamo lo strano “fenomeno” dello “A volte ritornano” che, con maggiore ed inusitata frequenza dicevamo, avveniva in questa Amministrazione Comunale (leggi sindacatura Abramo)”.

Sono le parole del Responsabile Cittadino del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore, Raffaele Iiritano.

“I cittadini – prosegue la nota – ricorderanno certamente le vicissitudini dell’avv.to Luigi Siciliani, manager che il Sindaco chiamò nel 2014, fresco di sentenza interdittiva dai Pubblici Uffici seppur ancora non definitiva, a reggere le sorti dell’Amc, da lì allontanato solo dopo tante battaglie ed una volta che la sentenza divenne definitiva a seguito del successivo pronunciamento della Cassazione; chiamato poi a fare da consulente presso la Sieco SpA (sempre su indicazione dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro) ed ove pareva ricoprisse, almeno a guardare la firma apposta sulle carte, incarichi che andavano ben oltre le semplici consulenze (Direttore di Cantiere, Referente Area Tecnica-Amministrativa ed Area Officine e Servizi Generali), il tutto, è bene ricordarlo, in costanza della sopravvenuta sentenza della Cassazione che ne ha sancito la interdizione per anni 10 sia da Uffici Pubblici e Privati –e oggi continua tranquillamente a sottoscrivere documenti da cui si può chiaramente evincere un ruolo in Sieco che va ben oltre quello di semplice consulente bensì, pur essendo la sua firma apposta senza alcun “titolo” che ne specifichi il ruolo, ne rivela una posizione che non è azzardato definire di Direttore Generale o giù di li. Quale Santo lo avrà inviato a gestire o controllare quell’azienda?

Ebbene,  – conclude Iiritano – se così è, quali cittadini che paghiamo le tasse, quindi anche la parcella del “consulente”, nonché quali portatori di pubblici interessi chiediamo al “dante causa” di tutto ciò, ovvero il nostro sindaco-presidente della Provincia-aspirante governatore, di chiarirci una volta per tutte quali sono i reali termini dei fatti, visto che non sarebbe assolutamente consentito ai sensi del su richiamato pronunciamento della Cassazione (nonché perseguibile, per chi lo ha messo in atto, dalla competente Magistratura) una nomina ed un impiego a qualsiasi titolo dell’avv.to Siciliani in funzioni pubbliche, almeno fino al termine del periodo interdetto”.

Redazione Calabria 7

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