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Catanzaro, Mirarchi: “La città è sporca, i cimiteri nel degrado totale”

“Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare e come l’anno scorso……..cantava Piero Focaccia.” E’ passato un anno esatto dal mio articolo sul delicato tema dell’igiene pubblica ma niente da fare, dunque. Non abbiamo ottenuto alcun risultato concreto. Il capoluogo lordo era (aggettivo che in lingua italiana e nel nostro dialetto ha curiosamente identico significato, nds) e tale è rimasto, Le mie denunce sono note e non certo addebitabili alla volontà di assumere l’effimero ruolo di Masaniello di quartiere. Io, al contrario, mi batto solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini, rifuggendo dalla polemica spicciola e assai spesso inutile e per contribuire per quanto posso alla crescita della nostra amata città. È fin troppo chiaro, quindi, come stigmatizzi le cose che continuano a procedere in maniera totalmente sballata o comunque inadeguata. Ecco perché ribadisco per l’ennesima volta un concetto, peraltro universalmente noto: Catanzaro è sporca. Lo sanno tutti e io lo rammento quasi giornalmente al Settore preposto ed in maniera particolare all’assessore Cavallaro. Ma, aspetto ancora più grave, è la situazione in cui versano i cimiteri cittadini, luoghi che dovrebbero essere puliti con costanza ed invece versano in una condizione di totale degrado e abbandono fino al punto che la gente non riesce più ad individuare la tomba del proprio caro (vedi foto). Altro che paladino della giustizia, qui stiamo parlando del minimo sindacale”.

Ha esordito così il presidente della commissione consiliare Urbanistica, Patrimonio, Polizia urbana, Mobilità e Traffico e consigliere comunale di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi in un comunicato stampa in cui ha formulato il ‘millesimo J’accuse’ all’indirizzo di quanti dovrebbero intervenire, e viceversa non lo fanno, sul delicato tema dell’igiene pubblica. Ma il presidente Mirarchi, come da abitudine del resto, non spara nel mucchio e focalizza invece gli obiettivi che intende centrare: “Mi domando retoricamente perché da noi i diritti vengono tramutati quasi sempre in favori e bisogna trovare una corsia preferenziale anche per ottenere dei provvedimenti appunto dovuti alla gente. Cittadini che, è bene ricordarlo, pagano le tasse per fruire di determinati servizi, i quali quindi subissano il sottoscritto giustamente, quotidianamente e legittimamente, di lamentele e proteste allorché si registrano le immancabili lacune e disfunzioni. E mi riferisco a quella benedetta ordinaria amministrazione a cui si riserva sempre poco spazio. Molto poco. Un grave errore, a mio avviso.

Ma non tutti la pensano in modo analogo. Ed allora mi chiedo ancora – prosegue il consigliere – quale sia il motivo per cui alle aziende Sieco e Verde Idea, tra l’altro quest’ultima incensata e chiamata a sostituire Ati Verde, che dovrebbero provvedere rispettivamente alla vecchia nettezza urbana, espressione forse da rispolverare, e alla cura del verde pubblico si permettano di operare in maniera approssimativa. Qualcuno mi spieghi insomma perché gli è consentito di non essere efficaci, sebbene i pagamenti dovuti mi risultino regolarmente eseguiti da parte dell’ente. Forse il dirigente e l’assessore non sono all’altezza ? Allora il Sindaco prenda i dovuti provvedimenti, perché penso che le persone abbiano tutto il diritto di andare al cimitero per portare un fiore e nelle stesso tempo dire una preghiera al proprio caro, ma non nelle condizioni attuali, perché i cimiteri dovrebbero avere priorità su tutto e tutti…..Un Municipio che, malgrado quanto stabilito in un preciso bando, sopporta un esborso per un lavoro eseguito male e secondo me addirittura peggio di prima, quando tutte le responsabilità venivano scaricate sull’inefficienza dell’Ati Verde. Posso anche immaginare che il ‘monte ore’ stabilito per gli addetti alla pulizia sia finito, ma allora bisogna verificare il prospetto dei lavori per accertarsi quando, come e dove vengono effettuati gli stessi. E a riguardo ho raccomandato una programmazione trasparente (mai vista) e con l’indicazione della data in cui è disposto il diserbo nei vari quartieri, spesso dimenticati per dare spesso spazio a questa o quella pulizia senza sapere chi l’ha autorizzata. Lavori straordinari che sicuramente hanno contribuito ad abbattere il monte ore e soprattutto a far si che diverse zone non venissero ripulite.

Mirarchi ha molto da dire sulla questione, a cui si è interessato sin dall’insediamento: Ebbene ci sono alberi che, non essendo potati da tempo immemore nonostante le mie pressanti segnalazioni e richieste di intervento anche sul fronte del mancato diserbo, coprono ormai interamente i pali della luce. Conseguenza? L’illuminazione comunale, per cui si è fatto tanto, lì finisce con l’essere impedita (vedi lungomare) o quantomeno parecchio limitata dai rami e dalle foglie che coprono i faretti. Una realtà inaccettabile. Allo stesso modo intollerabile è lo scempio, sostantivo forte che uso non a caso, delle piazze e vie di Catanzaro, in cui nessuno raccoglie più lattine, cartoni o rifiuti vari, fuoriusciti dai sacchetti gettati dalla gente cosicché le nostre strade sono piene di immondizia e nessuno se ne cura. Fatto deprecabile, considerato che – rincara la dose – rappresenta un pessimo biglietto da visita per il capoluogo di regione. E basta liquidare tutto con l’inciviltà delle persone, perché a volte è sufficiente che un animale randagio buchi le buste alla ricerca di cibo. La verità – chiosa il consigliere – è che gli addetti della ditta preposta neppure si preoccupano dei tanti sacchi di spazzatura rotolanti giù dai mezzi adibiti alla raccolta, sovente in corsa con i cassoni posteriori stracolmi di buste d’ogni tipo, mentre viaggiano spediti.

Atteggiamenti che i cittadini criticano aspramente e, come premesso, causa della sporcizia dovuta anche alla non effettuazione del diserbo e della potatura degli alberi. Uno sconcio che ho cercato di eliminare con una serie interminabile di istanze, finora però purtroppo finite come al solito, nel dimenticatoio. Una volta per tutte, di conseguenza, credo che Sieco e Verde Idea debbano essere chiamate a fare cose normali e cioè quello che gli compete, perché la città deve tornare a ‘respirare’, ed anche perché non è giusto che la cittadinanza tutta ne paghi le conseguenze. Le due aziende, quindi, evidenzino le situazioni di criticità, senza crearsi alibi, altrimenti il sindaco Abramo provveda a ritirargli le commesse cosi come è stato fatto per Ati Verde”.

Redazione Calabria 7

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