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Catanzaro, Parco Longo è in completo stato di degrado

di Danilo Colacino – ‘Altro giro, altra corsa’. Verrebbe quasi da esclamare così, dando un’occhiata al profilo Facebook di Stefano Veraldi di Fare per Catanzaro.

Certo, sembra strano che le notizie si attingano da un ‘prospetto social’ e per di più di un esponente politico oltretutto aspirante consigliere comunale. Ma tant’è: i video dello stesso attivista del movimento costanziano documentano dei fatti. Nudi e crudi. ‘Niente trucchi, nessun inganno’.

Stavolta infatti a essere ripreso dalla ‘semplice’ telecamera di un telefonino è il degrado di Parco Pino Longo, piccolo polmone verde situato a due passi dal cuore del capoluogo – inaugurato nel 2006 – e dunque agli albori dell’Amministrazione Olivo che avrebbe poi governato la città fino ai primi mesi del 2011.

L’area in questione è ubicata, per l’esattezza, nella zona di Porta Marina in via Antonio Masciari. Un luogo che avrebbe potuto costituire una sorta di porta d’ingresso del verde pubblico catanzarese. Un’oasi che – insieme a Villa Margherita e ai giardinetti di Corso Mazzini, sino ad arrivare a Villa Pepe e ai Giardini di San Leonardo, avrebbe completato il mosaico. Niente da fare, però. Perché la ‘cura’ che più o meno si riscontra in tutti gli altri, non si rinviene a Parco Longo.

Le sconce immagini dell’area verde. Il video di Veraldi, come premesso, sferra un pugno nello stomaco a chi lo guarda. Arriva infatti ‘dritto, tagliente, urticante’ per chi vorrebbe fruire del Longo. Un posto al confine, o per meglio dire a cavallo, fra la l’inizio della zona Sud del capoluogo e quello del centro storico. Difficile, tuttavia, che un qualunque cittadino, soprattutto se in compagnia di bambini o anziani, vi metta piede o si intrattenga al suo interno. Perché? Presto detto: il Parco è un ricettacolo di immondizia e legni resi letteralmente fradici dalle intemperie. E poi panchine rotte, erbacce incolte, e – come se non bastasse – un’area di ricovero di sbandati, forse addirittura tossicodipendenti. Tutto ‘incastonato’ nel panorama cittadino senza che si rinvenga un atto di resipiscenza operosa da parte di quanti avrebbero, o avrebbero avuto in passato, gli strumenti e il potere di intervenire, al di là delle colorazioni politiche.

Le possibili soluzioni. Non tocca di certo ai giornalisti indicare possibili soluzioni e, nel caso di specie peraltro, persino il rappresentante di Fare per Catanzaro autore delle riprese amatoriali si astiene dal prospettare gli interventi da effettuare. Ma è sicuro che bisognerebbe mettere mano al più presto al Longo.

Redazione Calabria 7

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