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Catanzaro ricorda il sacrificio di Ebru Timtik: un’aula del Tribunale in suo onore (VIDEO)

di Martina Gareri- “Una nobile iniziativa quella di dedicare per la prima volta in Italia un’aula di giustizia ad Ebru Timtik. La richiesta inoltrata con particolare sensibilità dalla Camera penale di Catanzaro è stata da noi accolta come segno di condivisione dell’inviolabilità del diritto alla difesa”. Rodolfo Palermo, presidente del Tribunale di Catanzaro, non nasconde l’orgoglio e la fierezza nell’aver riservato “un posto speciale” ad una donna straordinaria, avvocatessa e attivista turca morta a soli 42 anni, in un carcere turco dopo 238 giorni di sciopero della fame, durante l’evento che si è tenuto stamattina a Palazzo Ferlaino alla presenza, tra gli altri, del giudice Alessandro Bravin e dei componenti della Camera penale affiancati dal loro presidente l’avvocato Valerio Murgano.

Una forte testimonianza di giustizia

Ebru faceva parte di un gruppo di 18 avvocati attivi nella difesa dei casi politicamente sensibili, arrestati nel settembre 2017. La sua condanna, divenuta una forte testimonianza di giustizia, è avvenuta nel 2019, lei assieme ad altri avvocati fu condannata alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione, con l’accusa di far parte di un gruppo terroristico. Nel gennaio 2020 ha iniziato insieme al collega Unsal uno sciopero della fame che dopo 238 giorni l’ha condotta alla morte. Una settimana più tardi la cassazione Turca ha scarcerato il collega Unsal per motivi di salute.

Un atto coraggioso per rivendicare il diritto alla libertà

 Il coraggioso atto dell’avvocata Timtik è servito a rivendicare un diritto inalienabile per ogni umano, il diritto alla libertà, sopratutto di fronte alla tirannia della legge. “L’avvocato Timtik chiedeva per se quello che ogni avvocato chiede per i propri assistiti, un processo giusto ed equo,-ha detto il presidente della Camera Penale, Valerio Murgano-che gli è stato negato. Oggi parte da Catanzaro un’inziativa importantissima, voluta fortemente dal mio direttivo, speriamo che Catanzaro faccia da traino ad altri presidenti illuminati e che si possa diffondere in altri tribunali l’iniziativa di dedicare alla collega turca, e a tutti coloro che hanno perso la vita in nome di una giustizia sbagliata, un’aula. La Turchia è un territorio lontano ma bisogna sempre tenere alte le garanzie difensive affinché ciò che è avvenuto in Turchia non si ripeta in Italia”.

 

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