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Catanzaro-Rieti, Auteri: “Ci specchiamo troppo. Serve più cattiveria” (VIDEO)

di Danilo Colacino – Vittoria doveva essere, e vittoria è stata, per il Catanzaro contro la cenerentola Rieti. Quasi un testa-coda da cui l’ambiente, dopo l’inopinata sconfitta di Viterbo, si aspettava che le Aquile uscissero dal campo con il bottino pieno e così appunto è stato.

A tornare sul dolente tasto di domenica scorsa, peraltro, è stato proprio mister Gaetano Auteri, che ne ha parlato nel dopo gara di stasera. “Il Rieti – ha spiegato –aveva finora fatto buone partite. E noi, parlo in generale, dobbiamo essere bravi a chiudere i conti quanto ne abbiamo le occasioni. Invece ci specchiamo troppo in ciò che facciamo. A Viterbo abbiamo commesso due errori che difficilmente si vedono. Certo, l’espressione di gioco conta. Ma la concretezza è determinante. Dobbiamo difendere con più accanimento e attaccare con maggiore precisione. Mi attendo insomma una robusta dose di cattiveria agonistica. Comunque sia, la mia idea è che non ci siano big match. Al momento – ha proseguito – c’è grande equilibrio. Questo è un campionato tosto. Ecco perché nessuno può far previsioni. Noi abbiamo un grosso spessore, qualità e un’identità. E se guadagneremo anche in cinismo, l’obiettivo sarà raggiunto. Ma occorre aver pazienza”.

A seguire il suo collega, tecnico degli ospiti, Alberto Mariani, apparso abbastanza rassegnato: “Sapevamo di affrontare una squadra forte che gioca bene al calcio. Noi abbiamo provato a contenerla in qualsiasi modo. Ma è stato tutto inutile. È chiaro però che non ci salviamo, facendo punti in campi come Catanzaro. Qui è durissima per tutti, figuriamoci per una compagine come la nostra. Noi dovremo cercare di dare tutto contro la Paganese domenica prossima”.

È poi la volta dell’autore della doppietta decisiva per le sorti del match, Andrea Bianchimano: “Il mister mi fa svariare. Opero sia da interno che da centrale. E a me piace andare in profondità. Ma il fine è che noi facciamo buone prestazioni, vincendo. Il resto conta poco. L’importante, come ovvio, è il bene del Catanzaro”.

A chiudere Danilo Quaranta: “Siamo andati sul 2 – 0 nel secondo tempo. dovevamo e potevamo farlo prima. Io sono un centrale e posso giocare sia a tre che a quattro. Ma se servo nel ruolo di terzino sinistro, non mi tiro certo indietro. E posso affermare che mi trovo bene con tutti i compagni di reparto. Stessa cosa dicasi per i moduli. Come ovvio, però, noi facciamo un determinato tipo di lavoro e su quello siamo concentrati. Ma lo scopo è il bene della squadra”.

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