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Catanzaro, Rotundo: “Ma dove è finito Il primo cittadino?”

“Toc toc c’è nessuno? 

Fuori dalla porta si sente solo un eco profondo, ssst silenzio, c’è qualcuno? 

Ma dove è finito Il primo cittadino,  forse si è perso, come spesso gli accade, un grave episodio di palese emarginazione accaduto nella città che lui amministra”. 

Lo scrive in una nota il consigliere comunale di Fare per Catanzaro, Cristina Rotundo.

“A seguire, anche l’assessorato competente resta nel vergognoso silenzio, davanti un episodio di grave esclusione.

Negli ultimi giorni i social, le testate online locali e nazionali hanno parlato del caso di un ragazzo disabile escluso dall’intera comunità scolastica della Scuola Secondaria Siano Est di Catanzaro dall’uscita didattica organizzata. 

Commenti, solidarietà e sostegno da associazioni, cittadini e, da una piccola parte della politica, per questa famiglia che si è sentita togliere la libertà di “scegliere” se mandare o meno il proprio figlio in gita in quanto non informati. 

Colpe e responsabilità verranno giudicate nella sedi competenti, me lo auguro da amministratore della città e ancor prima da mamma, ma ciò che mi da amarezza è il silenzio del Sindaco Sergio Abramo e della sua Giunta.

Mi sarei aspettata almeno una nota di solidarietà a favore di questa famiglia ed una successiva e dura presa di posizione nei confronti degli attori  “colpevoli”.

Invece solo un riprovevole silenzio, posizionato sulla sua Torre come un grande ammiraglio, da dove evidentemente non vede né sente (a parte ciò che gli interessa) un atto che ha indignato l’Italia intera, e la contestazione che viaggia in rete è la dimostrazione di quanto sto scrivendo.

La miglior campagna elettorale che potrebbe fare caro “Sindaco” sarebbe quella di mettersi a lavorare veramente per la sua città, agendo anche per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, che significa far considerare la disabilità non come una malattia, ma come un rapporto sociale tra le caratteristiche delle persone e, lavorare per promuovere l’inclusione e far sì che ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione, non subisca trattamenti differenti e degradanti come quello avvenuto al nostro concittadino.

Mi aspetto una sua dura presa di posizione perché l’emarginazione sociale è il contrario di integrazione sociale”.

© Riproduzione riservata.

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