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Catanzaro, scompare il Prof. Lomoio: un uomo che ha segnato la comunità

di Alessandro Manfredi – Che la vita sia un passaggio e che la morte ne sia l’uscita obbligatoria è l’essenza della condizione umana. E’ l’elemento che più rende uguali le persone, è il concetto più naturale dell’universo.
Ed allora parrebbe banale produrre un articolo sulla morte di un essere umano. A meno che non abbia dimensione internazionale, nazionale o locale, che ne giustifichi il suo ricordo e legittimi un giornalista a raccontarlo.

Ieri, a Catanzaro, si è spento un professore in pensione. Certo, come si diceva, è proprio banale farne un articolo. E’ un fatto comune, naturale. Una triste notizia, che si ripete e si ripeterà nella quotidianità.
Tuttavia, alcune persone, nonostante non abbiano una fama internazionale, nazionale o locale, lasciano il segno nelle loro comunità ed allora diventa addirittura necessario doverle ricordare.

Calabria 7 ha deciso di farlo. Lui, il professore di Lettere e di Latino, Michele Lomoio, se ne è andato ieri. E noi vogliamo scrivere di lui. Ne eravamo legati. Lo erano e molto gli editori, che esprimono sincero cordoglio alla famiglia, e lo era chi scrive, orgoglioso di essere stato uno dei suoi tanti alunni al liceo.

Il professore Michele Lomoio è stato un uomo di grande cultura e ha segnato il percorso di tutti gli studenti che hanno avuto la fortuna di essere con lui. Insegnava ad amare la conoscenza e spiegava che senza di essa il campo di battaglia sul quale sudarsi la vita si fa più duro ed è più facile perire.
La conoscenza era un’armatura da indossare per lui, ma non si limitava ad indossarla. Il professore Lomoio, infatti, la conoscenza sapeva anche metterla in discussione, così da generare nuova conoscenza.

Un uomo d’altri tempi, verrebbe da dire, ma al contempo estremamente moderno. Recitava la Divina Commedia di Dante a memoria, giusto per comprendere l’enorme potenziale della sua mente. Un’intelligenza elevata, così alta da tramutarsi in estrema simpatia. Con i suoi studenti era garbato, serio, professionale come pochi, ma era pure capace di smorzare il peso di una lezione passando dal latino classico al dialetto catanzarese.

Non basta ancora quanto scritto, però, per far comprendere il perché si sia ritenuto necessario scrivere di lui. Qualche lettore potrebbe chiedersi cosa avesse di così straordinario un professore di Lettere e Latino in pensione da meritare un articolo sul giornale, ovvio.

La risposta è questa: il professore Lomoio non era uno dei professori, ma “il Professore”. Quello che non insegna le materie scolastiche, ma educa alla vita. Che ti rimandava in Latino a settembre per due anni consecutivi, ma che ad agosto ti accoglieva nella sua casa per farti ripetizioni gratuite ed aiutarti a passare l’esame. “Catullo o Ti…bullo”, diceva tirando fuori la sua inconfondibile ironia.

Ecco cosa aveva di speciale il professore Michele Lomoio, era un uomo libero. Era così con i suoi studenti e con tutta la comunità del quartiere Lido, che oggi porge l’addio ad un uomo cortese, educato, disponibile e di una cultura immensa. Il professore Michele Lomoio era un uomo straordinario.

Ed anche se la sua storia non sarà narrata mai su nessun libro, lui che di libri ne ha scritti e che ne ha letti a migliaia, resterà indelebile nei cuori di chi lo ha incontrato e vissuto. Ed allora non rimane che salutarlo, portando dentro la sua più grande verità. “Avevi ragione Prof., la conoscenza rende liberi”.

© Riproduzione riservata.

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