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Catanzaro Servizi, sindacati sul piede di guerra: “Pronti a intraprendere azioni di protesta”

di Bruno Mirante – Non c’è pace per i circa 140 lavoratori della Catanzaro Servizi che attendono di conoscere il loro futuro dopo l’ennesimo cambio al vertice della municipalizzata che ha visto, il già presidente del collegio sindacale, Rosario Munizza, assumere il ruolo di amministratore unico dopo le dimissioni di Massimo Feroleto. Proprio a Munizza e al sindaco Sergio Abramo i sindacati Cgil, Cisl e Uil, con un documento unitario, hanno chiesto un incontro urgente che “si rende necessario date le ultime vicissitudini che sta vivendo la società partecipata – scrivono i sindacalisti Armando Labonia, Fortunato Lo Papa, Saverio Scarpino e Benedetto Cassala –  e che stanno creando malumori e minando la serenità dei lavoratori emerse nell’ultima assemblea tenuta con gli stessi”. La richiamata necessita di un confronto istituzionale fa seguito ad una precedente richiesta inoltrata dalle organizzazioni sindacali a Palazzo De Nobili dello scorso 14 aprile e ad oggi rimasta inevasa. Circostanza che spinge i sindacati a precisare che “qualora non dovessimo avere riscontro positivo a questa richiesta saremo costretti ad intraprendere azioni di lotta e protesta per far sentire la voce dei lavoratori”.

Va ricordato che a seguito dei richiami del Ministero delle Economie e delle Finanze, la società in house (che ha chiuso il bilancio 2019 con una perdita di 539.267 euro) ha visto, con delibera del Consiglio comunale, l’ampliamento della dotazione dei servizi da espletare per conto di Palazzo De Nobili nell’ottica di una internalizzazione di attività come ad esempio i servizi cimiteriali. Tuttavia secondo una sentenza dello scorso 1 giugno dei giudici del Tar, alla base dell’affidamento dei servizi cimiteriali alla società partecipata Catanzaro Servizi vi è un’istruttoria “monca”, priva di una valutazione della congruità dell’offerta economica. Con questa motivazione infatti la Prima sezione del Tar ha annullato la delibera consiliare n° 155 del 22 dicembre 2020 con la quale il Comune aveva affidato i servizi cimiteriali alla società in house – che al momento le restano comunque in capo -, sulla scorta di un atto d’indirizzo dell’aula e facendo leva sulla relazione tecnica del Mef che sollecitava l’amministrazione ad assegnare compiti e servizi alla società.

Nata come società di servizi, la partecipata ha visto negli ultimi decenni molti dei suoi lavoratori venire impiegati negli uffici comunali e svolgere attività impiegatizia o di segretariato. Tuttavia, senza la possibilità di effettuare nuove assunzioni, alcuni di questi lavoratori, cui negli anni è stata riconosciuta in busta paga la qualifica di impiegato, dovrebbero tornare a svolgere mansioni di operaio sulla base delle mutate esigenze societarie. Tutte questioni che i sindacalisti vorrebbero affrontare attraverso la concertazione con il Comune.

 

 

 

 

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