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Catanzaro Servizi, sindacato: “Cercano di escluderci”

“Fermo restando i costumi, ricordiamo all’amministratore della Catanzaro servizi Vitaliano Marino che nel confronto tra azienda e sindacato si invitano tutte le sigle presenti in azienda soprattutto se queste hanno da partecipato sempre alle riunioni (ben 19 anni!) siglando accordi, come quello di secondo livello, sottoscrivendo verbali e convocando assemblee quando ancora lo stesso amministratore era del tutto sconosciuto in città”.

Così in una nota il Segretario Provinciale UIL TuCS Catanzaro, Saverio Scarpino, che aggiunge:

“Da qualche anno la UIL TuCS è stata oggetto di attacchi, visto che non potendola domare, cercano di escluderla, da ultimo con il pretesto che non essendo firmataria del CCNL multi servizi non è titolata a trattare, fino a quando dopo vari scontri (vedi amministratore unico Ing. Mazza) furono contattati dalla stessa società diversi consulenti, tra cui il presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro dott. Giuseppe Buscema (autore finanche di scritti su svariate riviste di rilievo nazionale), che ha schiarito le idee agli amministratori della società affermando con nota scritta (che se vuole le farò recapitare per vedere chi dice la verità!)  che la UIL TuCS, in quanto firmataria d’accordi, non ultimo quello di secondo livello, ed avendo un numero importante di iscritti, oltre ad essere stata la prima sigla ad aver costituito una RSA in azienda (ripeto 19 anni fa!) è ampiamente titolata a trattare secondo quanto previsto dalle norme in materia di rappresentanza sindacale, altro che personaggi in cerca d’autore!

Tornando all’assemblea che non si è potuta svolgere e che l’amministratore fa finta di non aver ostacolato, ricordiamo che le norme che regolamentano l’organizzazione delle assemblee sindacali affermano che queste sono aperte a tutti i partecipanti e regolarmente retribuite, con un plafond di 10 ore annuali, e non come afferma il Dott. Marino che sarebbero state pagate con le ore di permesso ordinario per cui è chiaro che non è una questione di verità o meno, ma di inesperienza legislativa.

Per quanto riguarda la riunione tenutasi con le altre sigle sindacali, ci teniamo a precisare che non è necessario un accordo sindacale per aumentare le ore ai lavoratori part-time in quanto lo prevede la normativa vigente, per cui anche qui, caro amministratore, piuttosto che parlare di verità o menzogna, parlerei sempre di inesperienza legislativa.

Precisiamo inoltre, per quanto riguarda invece l’abbassamento volontario dei full-time da 40 a 36 ore settimanali, che ci sembra strano che un lavoratore possa di sua spontanea iniziativa ridursi l’orario in questo modo ma comunque anche qui lo prevede già la norma per cui, anche in questo caso non si tratta di verità o menzogna ma sempre di inesperienza legislativa.

Caro amministratore, finendola di nascondersi dietro ad un dito, appare chiaro il tentativo di dare l’idea ai lavoratori di concedere diritti già normativamente, invece, previsti, sicché alcuna novità o valore aggiunto apporta una nota in cui alcuna soluzione innovativa o variazione viene formulata per i dipendenti, cui, invece, si tenta di sottrarre diritti già entrati nel loro patrimonio.

 

Ebbene, la verità pare davvero sotto gli occhi di tutti: lei ha paura di confrontarsi con la UIL TuCS in quanto da sempre poco incline a piegarsi alla volontà del padrone, siamo sempre dalla parte dei lavoratori e per tale motivo risultiamo essere poco malleabili e poco amati dai datori di lavoro.

Ma se per Lei anche questa dovesse essere una bugia, La invitiamo sin da ora ad un confronto, se lo ritiene opportuno anche “pubblico” al fine di migliorare la qualità delle relazioni sindacali, ragion per cui a giorni Le invierò una richiesta di incontro”.

 

© Riproduzione riservata.

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