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Catanzaro Servizi: “Vigilanza, controllo e trasparenza sono stati rispettati?”

“Avevamo pensato che all’interno di Catanzaro Servizi il problema fosse – unicamente – quello delle relazioni sindacali e del loro rispetto. Forse ci siamo sbagliati e se abbiamo commesso l’errore, di certo l’abbiamo fatto per un eccesso di bontà, nel valutare usi e costumi!”.

Lo dichiara in una nota Alfredo Serrao, presidente  dell’associazione I Quartieri.

“Di certo – scrive nella nota – instaurare un rapporto di correttezza nelle relazioni sindacali è metodo democratico, come quello di riconoscere alle diverse sigle la vera rappresentanza, non quella che invece sembrerebbe superata dal tempo e non riconosciuta dagli iscritti. Usiamo il condizionale come formula d’obbligo, visto che si dice che all’incontro promosso dall’azienda la UIL TuCS, sia stata rappresentata dalla componente Trasporti (?), escludendo di fatto chi ha il numero maggiore di iscritti riconosciuti. Quelli che di fatto hanno ricevuto il diniego aziendale a svolgere una normalissima assemblea sindacale, la nota dell’amministratore Vitaliano Marino del 18 febbraio è e resta abbastanza eloquente.

Ma, in effetti sembra che ci sia di più!

Diciamo sempre sembra…perché il gioco del nascondino è quello preferito all’interno delle mura comunali, stesso metodo esportato in Catanzaro Servizi, con l’aggravante però che le notizie, dicono, che non filtrano e chi risiede al piano nobile di Palazzo De Nobili, al solito resta disinformato (?)

D’altronde Catanzaro Servizi è una società in house dell’Amministrazione Municipale e alcune scelte di ordine industriale e che modificano il business plain hanno bisogno dell’indirizzo e della ratifica del Consiglio Comunale.

Ci si chiede allora se risulta a verità che alcuni servizi in carico alla società, come quello della vigilanza e custodia dei cimiteri cittadini, sia stato affidato ad una società cooperativa e che altri servizi siano stati dati in carico ad altra società privata? Se restiamo nel campo delle scelte societarie private, come può essere anche la Catanzaro Servizi, nulla questio, ma resta il fatto che si tratta di una società partecipata al 100% da un ente pubblico e che, i servizi affidati in esclusiva, il cosiddetto core business che ne giustifica l’esistenza, non possono essere esternalizzati senza la ratifica dell’organo di vigilanza, il Consiglio Comunale.

Ma c’è ancora qualcos’altro…

Sembrerebbe che una parte del personale della Catanzaro Servizi, quello che svolge il servizio all’interno del settore Finanziario, stia per ricevere una progressione verticale dal terzo al quinto livello? Procedura che può essere corretta in un azienda privata, ma che ci offre spunti di dubbio nel caso di Catanzaro Servizi, non foss’altro  perché si modifica il quadro finanziario della società e la sua sostenibilità anche futura, anche in presenza della vicenda Parco Romani, per il quale pende un debito consistente nel bilancio della Catanzaro Servizi, la cui somma è di tutto rispetto, circa 5 milioni di euro.

Vigilanza, controllo e trasparenza sono stati rispettati? E se è stato fatto, chi l’ha fatto?

Di certo – conclude Serrao – le relazioni sindacali tanto decantate hanno un virus, probabilmente quello della condivisione strumentale – in negativo –  dove chi disturba viene emarginato e, nel contempo, altri dipendenti di Catanzaro Servizi subiscono trasferimenti e forse anche demansionamenti, con buona pace di chi rappresenta i sindacati e la governance aziendale di indirizzo politico!”.

 

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