21 Aprile 2019
Calabria7

Catanzaro show: un gioco che manda in tilt avversari ed arbitro

di Danilo Colacino – Tra il serio e il faceto, commentando l’atmosfera della partita di ieri al Nicola Ceravolo stravinta dal Catanzaro per 4 – 1 sulla Paganese, verrebbe da dire: se persino il 30enne arbitro Matteo Gualtieri di Asti, con un cognome che tradisce origini calabresi, si impappina fischiando un penalty inesistente in favore delle Aquile salvo poi convertirlo subito in punizione in favore della Paganese nella propria area di rigore, come nel caso di specie deve essere, non bisogna aggiungere altro.

E già, perché anche il fischietto piemontese (nel complesso bravo, seppur facilitato da una gara a senso unico a eccezione di un paio di minuti nel primo tempo e altrettanti nella ripresa) in cuor suo si sarà forse per un attimo fatto contagiare, quindi deconcentrandosi, dall’entusiasmo del pubblico e soprattutto dalla forza dell’Auteri-band.

Troppo belli i giallorossi, forse persino eccessivamente, tanto da concedersi persino qualche pericoloso blackout.

Ma, chissà, potrebbe persino essere un fisiologico “effetto collaterale” in una squadra che a tratti sembra avere i razzi ai piedi come gli shuttle della Nasa giostrando a un ritmo forsennato.

Senza contare che chi ha qualche confidenza con l’ambito “disciplinare” di un incontro nota subito un’arma in più di questo sontuoso Catanzaro. Un gioco, talvolta addirittura involontariamente irridente nei confronti degli avversari per la sua implacabile efficacia, che manda in tilt i rivali stessi i quali in preda a un montante nervosismo (comprensibile frustrazione unita alla adrenalina da gara) si lasciano andare a falli fuori dall’ordinario o a gesti inconsulti.

Successo anche nella partita contro i biancostellati campani a una manciata di minuti dal triplice fischio, allorché un giocatore del team di Pagani ha quasi dato un calcio in testa a un collega in maglia giallorossa finito a terra perché vittima di un evidente sgambetto.

Difficile, dunque, per chi viene avvolto e quasi fagocitato dalla manovra ariosa e vorticosa delle Aquile restare lucido.

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