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Catanzaro, Silipo: “Paletti e strisce blu non possono abbellire il centro storico”

Nota stampa di Giuseppe Silipo, Coordinatore Cittadino Associazione CalabriaOltre, in merito alle polemiche sempre più insistenti sull’arredo urbano di Corso Mazzini.

Leggiamo della proposta di un gruppo di commercianti di Corso Mazzini e di alcuni avvocati, di promuovere una petizione per far rimuovere i vasi collocati dall’Amministrazione Comunale nella suddetta via. Una cosa è certa, ogni qual volta si mette mano al centro storico della città, le polemiche non mancano mai. Prima i paletti, poi i vasi, ancor prima la tanto attesa inversione di marcia, senza dimenticare che l’idea di pedonalizzare Corso Mazzini resta sempre un argomento che alimenta discussioni e polemiche. In fondo tutto questo interesse per il centro storico, è sinonimo di amore verso questa parte della città che, come un malato grave, merita attenzioni e cure, ma la terapia migliore si fa fatica a trovarla.

Alla notizia di ieri, inevitabilmente, i social si sono scatenati. Paletti si, paletti no, vasi si, vasi no. Certamente, dal punto di vista estetico, non si può dire che i paletti da un lato e le strisce blu dall’altro siano il miglior modo di abbellire un centro storico degno di questo nome. Ma, si sa, a Catanzaro tutto è possibile. D’altronde non ci fossero i paletti o i vasi, sarebbero le macchine in sosta selvaggia a delimitare l’area pedonale dalla carreggiata. Com’è stato finora d’altronde.

Quello che molti non hanno capito, è che l’Amministrazione Comunale sta cercando di riparare ad una grave inadempienza che esiste da quando è terminata la ristrutturazione di Corso Mazzini. Quella ristrutturazione, infatti, è stata fatta grazie ai fondi POR della Programmazione Comunitaria 2000/2006 e prevedeva, in modo palese, la destinazione “pedonale” di tutto il corso. Ecco il motivo per cui non erano stati previsti marciapiedi. Cosa mai avvenuta. Oggi si cerca di porre rimedio, atteso che l’isola pedonale, nella nostra città, è considerata una iattura laddove in altre realtà ( a noi molto vicine) si è rilevata un notevole successo, anche se inizialmente osteggiata.

Pertanto conviene rassegnarsi ed aspettare che l’arredo urbano venga completato per verificarne anche gli effetti estetici finali. Magari i vasi, completi di fiori, avranno un effetto meno tenebroso. Sperando che qualcuno si ricorderà che i fiori e le piante hanno bisogno di acqua e, che non sempre è sufficiente, quella benevolmente mandata dal Padre Eterno”.

Redazione Calabria 7

 

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