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Catanzaro, troppi furgoni nel parcheggio: lunghe code al Policlinico

di Nico De Luca – A guardare le foto sembra una zona fieristica o da mercati generali. Invece si tratta del parcheggio principale (ed a pagamento 24h) del Policlinico Universitario Magna Graecia di Catanzaro.

Per tutta la mattinata si sono registrate lunghissime code di utenti in attesa, a bordo della propria vettura, di raggiungere la struttura sanitaria per visite, controlli o terapie.

A determinare i gravi disagi – dalle ripercussioni sull’assetto viario dell’intero ateneo – l’organizzazione  di un importante convegno nazionale che ha occupato materialmente una buona parte dell’area riservata ai parcheggi del Policlinico.

Nella zona infatti sono stati posteggiati, con regolare permesso, decine di furgoni molto capienti per lo scarico di ingenti materiali. Un altro alto numero di posti lo sottrae un grandissimo capannone espositivo in fase ancora di allestimento.

L’iniziativa, che dura fino a sabato e di sicuro apporta prestigio (ed economie) all’università catanzarese, non è stata accolta con pari soddisfazione dai pazienti e dai loro congiunti arrivati anche stamani da ogni parte della regione.

Alcuni hanno risolto lasciando le auto a lato strada dov’era possibile; ma quanti accompagnavano soggetti anziani,  pazienti con difficoltà deambulatorie  comunque non in grado di camminare per lunghi tratti,  hanno dovuto attendere che si liberassero prima i posti per poi accedere, con malcelato disappunto ed una certa incredulità davanti ad un esempio di mala organizzazione del genere.

Una grossa mano l’ha data il personale dell’Associazione Polizia di Stato che disciplinato i flussi, frenando alcune irruenze e bacchettando i soliti furbi del salto-fila.

Forse la confusione contingente della sanità calabrese con diverse strutture acefale avrà avuto un peso determinante in questa circostanza che non ha saputo ovviare a conseguenze molto facilmente prevedibili.

Il Convegno nazionale ospitato presso la Mater Domini si concluderà sabato: speriamo che gli organizzatori trovino il modo per incrementare lo sviluppo dell’Ateneo senza però dover penalizzare proprio i soggetti più deboli per i quali la struttura stessa opera e si prodiga.

redazione Calabria7

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