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Catanzaro, Usb: “Al call center Abramo lavoratori guadagneranno meno di 90 euro a settimana”

Nota stampa dell’Usb, in merito alla situazione relativa al call center Abramo di Catanzaro.

“Il nodo scorsoio dei lavoratori del call center di Abramo ogni giorno si fa più stretto, nei mesi scorsi abbiamo assistito ai licenziamenti dopo dieci anni di lavoro con contratti mensili, ogni mese lavoratori soggetti ad una questua per rinnovare il contratto di lavoro; contratti senza diritti e senza dignità per le persone.

il “ bisogno” di sostenere le famiglie li spinge ad accettare condizioni di precarietà riprovevoli.
Famiglie che, al posto della serenità lavorativa, trovano: capi e capetti dietro le spalle addetti solo a vessare, uomini e donne che provano a vivere nel mondo dei contratti “atipici”, turni improponibili e nessun diritto, lavoratori sottoposti a turni con obbligo di prendere servizio nelle fasce orarie stabilite dall’azienda Abramo, dove il tempo della prestazione lavorativa non è più deciso dal lavoratore “atipico” o da una organizzazione del lavoro concertata, ma dal committente/datore di lavoro.

Vorremmo sempre ricordare che: i precari del call center hanno dignità di persone e non possono essere lo strumento nelle mani dei “padroni” dove prevalgano solo ed esclusivamente i loro interessi”.

Ed anche in questi giorni portiamo avanti la battaglia di dignità per questi lavoratori a cui verbalmente gli è stato annunciato che dopo la precarietà decennale da maggio passeranno dalla precarietà all’asservimento più totale all’azienda, con orario di lavoro, sempre a turni stabiliti di 4 ore, ma solo su tre giorni alla settimana a 7 euro all’ora circa lorde da tassare. ( meno di 90 euro a settimana per recarsi dalla periferia di Catanzaro al sito di Settingiano). Meglio raccogliere arance a S. Ferdinando, portano a casa molto di più)

Forse è arrivato il momento che le nostre “amate “ istituzioni locali, più che da burocrati ragionino da buon sociologi del lavoro, rileggano con lenti nuovi le problematiche del lavoro per come si stanno ulteriormente evolvendo nella citta di Catanzaro, quanti settori ogni giorno vengono alienati. ( basta leggere le nostre denunce)

Con questo, prosciutto sopra gli occhi, si finisce per non vedere (o non voler vedere) e non cogliere i drammi reali e lo stress di intere famiglie del call center, che grazie agli aspetti di isterilimento delle condizione di lavoro stanno subendo.

Riteniamo che presa coscienza di questa realtà a Catanzaro anche della politica l’approccio culturale e sindacale verso gli operatori di call center deve cambiare. Si tratta di rigettare le diffuse condizioni di sfruttamento che ancora vi sono, e non chiudere un occhio davanti all’uso qualche volta immorale che si fa, attraverso ricatti occupazionali, della professionalità degli operatori, – dobbiamo valorizzare e stimolare la coscienza individuale e collettiva di questa categoria professionale attraverso il riconoscimento, agli addetti ai call center, della loro dignità di lavoratori e professionisti, non solo quando essa viene loro negata, ma anche quando essa c’è, presente e viva, nella storia aziendale che stanno vivendo. Annunciamo nuove manifestazioni a sostegno”.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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