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Celia: “Abramo dona Giovino ai soliti costruttori, altro che turismo”

“C’era una volta l’idea che Catanzaro potesse in qualche modo somigliare alla Milano degli anni ‘70 e ‘80. Ecco allora scimmiottare i vari Milano 2 e 3, a cui diede impulso un certo Cavaliere del Lavoro Silvio Berlusconi, ma come ovvio con risultati molto modesti se non addirittura fallimentari.

Il pallino, però, è rimasto nella mente di quanti con il cemento ci fanno i soldi, che altrettanto naturalmente non hanno mollato la presa. Mai. Si tratta di costruttori, sempre gli stessi peraltro, a cui il sindaco Sergio Abramo e la sua maggioranza vorrebbero stavolta concedere in dono Giovino”.

Ha esordito così, al solito senza giri di parole, il consigliere comunale di Fare per Catanzaro Fabio Celia, che in un comunicato stampa ha stigmatizzato una manovra da lui definita “abbastanza chiara seppur abilmente dissimulata con la solita propaganda politica di cui il centrodestra è maestro.

Il Minculpop abramiano si è infatti subito messo all’opera, mutuando una proposta della consiliatura Olivo relativa al concorso internazionale di idee per scegliere il futuro di Giovino balenato nella mente di chi allora era al governo cittadino”.

Sul punto Celia ha insistito: “Mi spiace che si arrivi a tale livello di mistificazione al fine di nascondere un progetto già consolidato nei piani di una maggioranza che vuole sfruttare in modo inadeguato, ma molto redditizio, per le tasche di pochi uno dei grandi polmoni verdi della città, situati a due passi da uno splendido mare. Il vero scopo, però, rimane di fare della zona una sorta di quartiere residenziale fatto di palazzi e villette.

Altro che strutture ricreative e ricettive in cui attirare turisti e visitatori o anche catanzaresi a caccia di un meritato momento di evasione, bensì un agglomerato di edifici e relative abitazioni in cui far investire a gente che può permettersi una seconda o terza casa ovvero semplicemente alla ricerca di un appartamento in una bellissima zona della nostra costa.

Risultato? Un bel calcio – ha proseguito – alla naturale vocazione turistica di Giovino. Una sorta di sacrilegio. Uno spreco di risorse naturali che renderebbe un angolo di paradiso, distante meno di 15 chilometri dal centro storico, un paesaggio grigio.

Un megacantiere per chissà quanti anni in cui la grande bellezza del luogo cederebbe il posto a una colata di calcestruzzo per la gioia delle imprese interessate al lucroso business. Arrivederci e grazie, dunque, ai sogni e desideri di chi aveva immaginato un futuro molto diverso per l’area”.

Nell’ultima parte della nota, Celia fa infine una considerazione sull’impatto complessivo di una tale decisione per Catanzaro:

“Inutile parlare di Prg e Psc, i Piani regolatore e strutturale, di cui nel capoluogo non si hanno più notizie se non ricorrendo agli archivi storici, ma una considerazione va fatta: come si concilia l’Abramo strenuo difensore del nucleo centrale catanzarese, comunque privo della forza e dell’autorevolezza necessaria per mettere mano a Prg e Psc, con il sindaco, che spopola il medesimo centro storico spingendo migliaia di catanzaresi a risiedere stabilmente a Giovino?

Difficile, se non impossibile – ha chiosato il consigliere – sebbene i ‘turiferari di regime’ siano capaci di operazioni simili. E a riguardo basta leggere gli adoranti comunicati dei fan di Abramo nella civica assise, che tuttavia ancora una volta hanno eluso le questioni chiave, profondendosi in roboanti peana. Dovrebbero rammentare, però, che le bugie, specie quelle grosse, hanno le gambe corte”.

© Riproduzione riservata.

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