Celia: “Le condizioni le detta Abramo, Tallini sempre più in ombra”

Ex Educandato

“Quanto sono lontani i tempi in cui Mimmo Tallini si toglieva la scarpa in Aula Rossa per protestare, come fece ‘passando alla storia’ Nikita Krusciov all’assemblea dell’Onu del 12 ottobre 1960, in occasione di una delle prime sedute consiliari dell’era di Rosario Olivo sindaco. Una scena a effetto di un leader indiscusso, in quel momento all’opposizione a Palazzo De Nobili, che guidava la coalizione con piglio sicuro. Lodato dai suoi e appoggiato senza condizioni, con tanto di sperticate lusinghe pubbliche e private, da un intero schieramento. Quello sì, davvero compatto ancorché di minoranza nel civico consesso.

Niente a che vedere, in altri termini, con la situazione attuale in cui lo stesso consigliere regionale appare sempre più confinato in un angolo. Unica speranza per lui è il salvagente del centrodestra cosentino, che gli lancerebbe un Mario Occhiuto governatore. A Catanzaro, infatti, sulla tolda di comando c’è ormai Sergio Abramo, che non scarica Tallini solo perché ancora gli serve. Ma i rapporti di forza tra i due sono sempre più evidenti a chi sa leggere il quadro politico cittadino”.

Niente a che vedere, in altri termini, con la situazione attuale in cui lo stesso consigliere regionale appare sempre più confinato in un angolo. Unica speranza per lui è il salvagente del centrodestra cosentino, che gli lancerebbe un Mario Occhiuto governatore. A Catanzaro, infatti, sulla tolda di comando c’è ormai Sergio Abramo, che non scarica Tallini solo perché ancora gli serve. Ma i rapporti di forza tra i due sono sempre più evidenti a chi sa leggere il quadro politico cittadino”.

Ha esordito così – in un comunicato diffuso agli organi di stampa – il membro del civico consesso Fabio Celia, esponente della lista Fare per Catanzaro, che si chiede come mai la maggioranza non si curi più di difendere un Tallini in un preoccupante, per lui, calo di leadership.

“Lo smacco della mancata espulsione dal gruppo di Forza Italia – ha incalzato caustico Celia – di Giovanni Merante e Antonio Triffiletti, definiti addirittura traditori in un’intervista da Tallini, è evidente a tutti. Senza contare le bordate che Merante e Triffiletti riservano agli “assessori talliniani” e al medesimo consigliere regionale, ‘definito non utile al processo di rinnovamento culturale del capoluogo’. Eppure, restano saldamente al loro posto. Inamovibili. Malgrado le pressanti richieste di chiarimento in aula da parte dei fedelissimi di Tallini, destinate però a cadere nel vuoto con efficacia pari allo zero.

Fin troppo chiara, quindi, la traduzione di questo gesto: si fa come dice Abramo. Punto e basta. Compresa la scelta dell’aspirante futuro primo cittadino, che sarà per volere abramiano Marco Polimeni e non Ivan Cardamone da sempre nelle grazie di Tallini. Una cocente sconfitta su tutta la linea, insomma. Certo, in nome di un possibile successo alle regionali, l’accordo può essere vicino e persino molto probabile, ma a fare la differenza saranno le condizioni di tale patto. E l’unica speranza di Tallini, lo ribadiamo, è che a essere designato per la presidenza nel centrodestra, e poi a vincere, sia Occhiuto. Ma questo – ha proseguito Celia – significherebbe dover dare la poltrona di vicepresidente ad Abramo con il drastico assottigliarsi delle possibilità di un Tallini a capo dell’assise di Palazzo Campanella”.

Frasi nette, espresse dal rappresentante di Fare per Catanzaro che ha chiosato dicendo: “Non sappiamo quale sarà l’agire politico di Tallini, e detto con franchezza neppure ci interessa, ma a questo punto sarebbe paradossalmente meglio avere un Abramo governatore invece di assistere alla subalternità del capoluogo condannato a essere un satellite di Cosenza solo per aiutare qualcuno a stare ancora in pista. Sarebbe una iattura inaccettabile per quanti, come noi, nutrono un amore viscerale per Catanzaro e rinuncerebbero anche a un’affermazione elettorale, pur di vederla rinascere a nuovo splendore”.

Redazione Calabria 7

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