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Cena a casa di Pittelli, la Camera penale di Catanzaro: “Scuteri e Perri giudici esemplari”

procura catanzaro

Il Direttivo della Camera penale di Catanzaro, letto il verbale della seduta del Csm dell’8 giugno 2022, ha appreso che il procedimento amministrativo avviato nei confronti dei magistrati Pietro Scuteri e Giuseppe Perri, attualmente in servizio nella Sezione civile della Corte d’Appello di Catanzaro, non si è concluso con l’archiviazione del procedimento, come proposto dalla I Commissione, bensì con la restituzione degli atti alla stessa Commissione per lo svolgimento di ulteriore attività istruttoria.

“Dalla lettura del medesimo verbale – si legge in una nota della Camera penale Alfredo Cantafora a firma deI segretario Francesco Iacopino e del presidente Valerio Murgano inviata al Csm, alla I Commissione, al presidente della Corte di appello e al PG – si evince che la I Commissione, nella propria proposta di archiviazione, aveva precisato che “nella fattispecie in esame non emerg(o)no circostanze di fatto dalle quali ritenere che, all’attualità, si debba procedere al trasferimento d’ufficio dei dottori Giuseppe Perri e Pietro Scuteri per incompatibilità ambientale e/o funzionale ai sensi dell’art. 2 del regio decreto n. 511/1946”, non solo perché “le condotte accertate […] risultano prive di rilievo penale e (per quanto risulta) di rilievo disciplinare”, ma anche perché, sebbene “poss(a)no astrattamente rilevare in questa sede come mera circostanza di natura obiettiva e incolpevole, idonea ad appannare l’immagine del dott. Perri e del dott. Scuteri quali magistrati indipendenti e imparziali, nella sostanza e nella percezione sociale […] il trasferimento a domanda di entrambi i magistrati interessati al settore civile della stessa Corte d’appello” costituisce “un elemento di novità significativo perché elide del tutto, o comunque attenua in maniera significativa e decisiva, il predetto appannamento”.

Ed ancora – continua la nota -, “che il trasferimento dei due magistrati al settore civile sia idoneo a far venir meno la sussistenza di un effettivo e concreto pregiudizio per la loro indipendenza e imparzialità è, del resto, dimostrato dalla stessa formulazione della contestazione notificata ai due interessati”, dal momento che “è la stessa contestazione che correla il vulnus all’indipendenza e all’imparzialità dei due magistrati in relazione alle funzioni da loro svolte nel settore penale”. Nella richiamata seduta dell’8 giugno, su proposta del relatore Cons. Benedetti, si è invece sostenuta l’esistenza di “circostanze oggettive tali da determinare una caduta nell’immagine di imparzialità ed indipendenza dei magistrati e da rendere impossibile la prosecuzione dello svolgimento delle funzioni, seppure civili, nella sede occupata, Corte di appello di Catanzaro”.

Non è intenzione, chiaramente, della Camera territoriale – è scritto ancora nella nota – ingerirsi nel procedimento de quo. Nondimeno, poiché la suddetta norma “mira a garantire un esercizio indipendente e libero della funzione giurisdizionale e va applicata quando si sia determinato un appannamento dell’indipendenza e dell’imparzialità del magistrato (anche dell’immagine di indipendenza ed imparzialità del magistrato) nella sede o nella funzione rivestita; appannamento che mina alla radice quel rapporto fiduciario che deve esistere tra il magistrato, l’ambiente lavorativo e la cittadinanza”, i penalisti catanzaresi avvertono l’esigenza morale di rappresentare alla I Commissione e al Csm che i dottori Giuseppe Perri e Pietro Scuteri, come già ben evidenziato dal Presidente della Corte di appello di Catanzaro Domenico Introcaso, nei 20 anni di esercizio delle loro funzioni giudiziarie, in tutte le sedi fino ad oggi occupate, si sono sempre distinti per serietà, professionalità, competenza e spirito di sacrificio, esercitando il ministero loro affidato nel pieno rispetto dei valori di indipendenza e di imparzialità”.

Magistrati “modello”

“I dottori Perri e Scuteri – è scritto – sono sempre stati magistrati modello, nella sostanza e nella percezione sociale, liberi da qualsivoglia forma di influenza, fedeli alla Repubblica e alla Costituzione, che hanno onorato la Toga indossandola con grande equilibrio e autentico spirito di servizio. Mai, in alcun modo, essi hanno appannato, né ieri né oggi, la loro immagine di giudici irreprensibili. Nessuna perdita del rapporto fiduciario con l’ambiente giudiziario e sociale può essere fondatamente sostenuta, dal momento che la percezione esterna dei due magistrati, e della loro immagine, è sempre stata ed è quella dell’esercizio, serio e credibile, delle funzioni giudiziarie loro assegnate. Tanto per il rispetto che esige – conclude la nota della Camera penale di Catanzaro – il dovere di verità”.

 

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