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Censimento rom zona Sud, a due soli vigili ‘l’ingrato’ ordine: “Andate e registrate!”

di Danilo Colacino – Non sarà un atto di eroismo, ma se lo si analizza da una determinata prospettiva poco ci manca. Un’immolazione sull’altare del dovere chiesta a due, dicasi due soli, vigili urbani del Comune di Catanzaro, incaricati dal loro capo: il colonnello Salvatore Tarantino che evidentemente non può fare altrimenti.

E sembra quasi uno scherzo, ma purtroppo per i diretti interessati non lo è, considerata la curiosa coincidenza del servizio di Striscia che alla città ha peraltro fatto scoprire…l’acqua calda delle piazze di spaccio, del degrado et similia, in certe aree a Sud. Di cosa parliamo? Semplice: del cosiddetto censimento in Via Teano e Viale Isonzo, voluto dal prefetto per capire chi – e a che titolo – abita le case popolari delle citate zone. Famiglie nel 99% dei casi di etnia rom, o comunque provenienti da Paesi diversi dall’Italia, e in percentuale analoga occupanti abusivi delle stesse dimore.

Gente che, però, malgrado sia morosa da chissà quanti anni (e nessuno si permetta di tirare in ballo accuse di razzismo o roba del genere, poiché ci sono dati ufficiali inequivocabili e inoppugnabili a riguardo!) continua a stare in casa ‘propria’ come nulla fosse. Anzi, in virtù di una legge regionale, se dimostra di abitare più o meno in maniera regolare nella residenza in cui si trova attualmente (a partire dal 2015) ottiene pure una sanatoria e acquisisce così il pieno diritto a stare dove sta. Certo, trattasi di riscontro assai difficile da fornire per chi ha sfondato una porta ed è entrato. Ma hai visto mai! In Italia, tutto è possibile. Il punto, però, non è certo questo bensì che tale operazione venne già svolta circa un anno fa ovvero a cavallo fra la fine del 2018 e l’inizio del ’19.

Soltanto che nell’occasione almeno sette o otto vigili fecero unicamente da supporto a una trentina tra militari dell’Arma e agenti di polizia. Uno spiegamento di forze adeguato al compito, dal momento che una relazione negativa – causa di conseguente sfratto – non porterà di sicuro dei vantaggi al suo autore. Un facile bersaglio, soprattutto se i provvedimenti di sgombero dovessero moltiplicarsi. Eppure, niente da fare. Tocca a loro: un paio di poliziotti locali che teoricamente, in qualità di pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, dovrebbero anche verificare se ci sono contratti della luce a norma o eventuali allacci abusivi.

E a completare il quadro andare pure in quei palazzi, completati in corso d’opera alla bell’e e meglio, che non sembrano essere stati oggetto di recenti assegnazioni da parte dell’Azienda territoriale per la residenza pubblica (secondo alcuni lì persino del tutto disinteressata alla rivalutazione delle graduatorie dopo il decesso o ‘il trasferimento’ di un vecchio inquilino ‘regolare’), eppure occupati in ogni ordine di piano. Una sorta di ‘porto franco’, insomma, in cui l’ordine e la legalità, anche declinata sotto l’aspetto della liceità del vivere in talune abitazioni costruite per altri, è stata demandata a un contingente ristrettissimo di personale in divisa, per giunta a disposizione del Municipio e quindi non del Viminale o del ministero della Difesa. Bravi ‘investigatori’, per carità.

Ma non certo da inquadrare quali figure simili a superdetective da film americano sebbene vengano trattati come tali e lasciati da soli a svolgere un lavoro oggettivamente assai difficile. Chissà come andrà a finire allora e se la ‘zona rossa’ della città sarà normalizzata da un paio di volenterosi vigili. Tutto può essere, ci mancherebbe!

© Riproduzione riservata.

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