Centrosinistra diviso, l’appello della Cgil calabrese: «Intervengano Letta e Conte»

Il sindacato si rivolge anche a Bruni, De Magistris e Oliverio: «Ritrovino le ragioni per l’unità, è un loro dovere offrire al popolo calabrese un’alternativa valida e concreta»
letta conte

«Riteniamo doveroso fare un appello ai candidati del centrosinistra perché in queste ore si ritrovino le ragioni per l’unità, è un loro dovere offrire al popolo calabrese un’alternativa valida e concreta, non solo per partecipare ed occupare un posto in Consiglio regionale, ma per tentare di governare una regione che ha bisogno di prospettive, di riforme, lavoro, buona sanità, cura del territorio». Lo scrive la segreteria della Cgil Calabria in vista delle elezioni regionali. Lo schieramento del centrosinistra vede in campo tre candidati: Amalia Bruni, Luigi de Magistris e ora l’ex governatore Mario Oliverio che si dice pronto a fare un passo indietro in nome dell’unità se gli altri competitori faranno altrettanto.

«Intervengano Letta e Conte»

«Intervengano Letta e Conte»

«In queste ore – scrive la Cgil – serve grande umiltà ma serve anche una iniziativa seria, per tentare di dare una speranza ai calabresi. Per queste ragioni chiediamo ad Enrico Letta, Giuseppe Conte, Roberto Speranza, Amalia Bruni, Luigi de Magistris, Mario Oliverio, di assumere direttamente ogni iniziativa utile per le convergenze necessarie e superare le divisioni che rischiano di danneggiare ulteriormente la Calabria ed i cittadini calabresi».

«Calabria abbandonata nelle emergenze»

Secondo la Cgil, «nelle settimane più difficili per la Calabria, divorata da incendi ed emergenze sanitarie, si è avvertito un senso di abbandono istituzionale da parte del governo centrale ed una totale assenza ed inaffidabilità della giunta regionale. Una giunta regionale che per oltre una settimana ha sottovalutato la portata degli incendi nella totale indifferenza mentre la Calabria bruciava dal Pollino allo Stretto, impegnata a fare campagna elettorale tra lidi balneari, sagre e promozioni dei prodotti locali. Solo grazie ai numerosi appelli fatti in quelle giornate, dopo una settimana, il facente funzioni Spirlì e la giunta si sono resi conti – continua il documento – della gravità della situazione ed hanno chiesto lo stato di emergenza. Nonostante ciò, con diversi morti, migliaia di ettari di territorio bruciati, aziende agricole in ginocchio, famiglie evacuate, animali morti, anziché istituire un tavolo di crisi emergenziale, il pensiero della giunta regionale era come aprire in anticipo la stagione di caccia. Una scelta incredibile, che sommata alla gestione delle diverse emergenze calabresi, sanitarie, economiche, sociali, ha evidenziato una inettitudine ed una inaffidabilità del facente funzioni Spirlì e della sua giunta ad occuparsi della cosa pubblica e dei cittadini calabresi che da mesi si sono sentiti soli, abbandonati, rassegnati».

«Ci saremmo aspettati un gesto di responsabilità»

Di fronte a tali fatti, continua la Cgil, «nell’imminenza del voto regionale di ottobre, ci saremmo aspettati nel campo del centrosinistra, dai candidati alla Presidenza, dai partiti nazionali, un gesto di responsabilità per evitare di consegnare nuovamente la Calabria nelle stesse mani, ed offrire in progetto alternativo a quella che rischia di essere una tra le peggiori giunte del regionalismo calabrese ma che rischia di trovarsi nello stesso posto grazie alle tante divisioni e frammentazioni del centrosinistra. In queste settimane, in queste ore, tanti cittadini comuni ci chiedono il perché di tante divisioni, perché – è scritto ancora – il centrosinistra ha rinunciato sin dall’inizio ad essere unito e competere per vincere e per governare la Calabria, in un momento che può essere irripetibile per il Paese. Sono evidenti tutti i limiti di chi ha gestito in questi anni le diverse fasi politiche calabresi non conoscendo la Calabria, ed oggi, anche la presenza nella coalizione del centrosinistra di personalità e sensibilità diverse, dimostra come sarebbe stato possibile e si siano persi anni per ricomporre un mondo frammentato che aveva bisogno di evitare personalismi e rendite di posizione, di rappresentanza, di rinnovamento, ascolto, dialogo, umiltà».

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