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Cesare Battisti in sciopero della fame nel carcere di Rossano: “Fatica ad arrivare in infermeria”

cesare battisti

di Maria Teresa Improta – Dal 2 giugno Cesare Battisti  è in sciopero della fame nel carcere di Rossano. Detenuto nel reparto di massima sicurezza riservato ai condannati per terrorismo di matrice islamica (pur essedno estraneo allo jihadismo), l’ex attivista del gruppo Proletari Armati per il Comunismo comunica attraverso il proprio avvocato Davide Steccanella. E’ al suo 19° giorno di digiuno per chiedere di uscire dall’isolamente nel quale, di fatto, si trova ristretto dall’inizio del 2019 quando fu riportato dal Brasile in Italia. Vive in una minuscola cella priva di luce solare privato della possibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività, inclusa la canonica ora d’aria. Un isolamento che sarebbe dovuto durare sei mesi (fino al 14 giugno 2019) e che ormai si protrae da oltre 2 anni. Il 12 giugno è svenuto cadendo rovinosamente a terra e versa in precarie condizioni di salute. Ad oggi ha perso più di 10 chili. I suoi parametri clinici sono, come riferisce all’avvocato: “71 di glicemia, 100 battiti cardiaci, 98 di ossigenazione. Ho difficoltà ad alzarmi e arrivare nell’infermeria del penitenziario a controllare i parametri vitali e la mia vista si sta riducendo drasticamente”. Il 66enne durante la comunicazione tenuta con il suo difensore di fiducia nel chiedere di rendere pubblici questi dati ha affermato: “Persino Navalny in Russia, con il suo passato nazista è stato trattato meglio”.

 

 

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