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Cgil, Cisl e Uil Calabria: “La pandemia potrebbe essere l’occasione per ripartire”

“La pandemia potrebbe essere un’occasione per ripartire, per farlo, però, è necessario che la classe politica, nei fatti, si dimostri in grado di fare squadra con le parti sane della società calabrese. Ci prepariamo al 2021 con la consapevolezza che sarà un anno difficile”. Lo affermano, in un documento, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.  “Il confronto all’interno del partenariato economico e sociale – spiegano – il luogo deputato alla discussione informata e di merito, il ragionamento e il lavoro sinergico di tutte le forze sane di questa regione la discussione, devono essere gli strumenti utili per avanzare proposte serie e realizzabili, al fine di rimettere in moto il motore produttivo e sociale della Calabria. Cgil, Cigl e Uil Calabria – garantiscono – accentueranno l’azione di confronto unitario al fine di chiedere alla politica di scendere in campo per difendere il futuro della Calabria”.

Un anno complicato

Per i segretari generali dei tre sindacati, “l’anno che si sta concludendo è stato complicato per il Paese e, in modo particolare, per la Calabria. La nostra regione, infatti, ha dovuto fronteggiare l’emergenza sanitaria da una postazione più complicata rispetto a tante altre regioni italiane a causa dell’inefficienza del suo Servizio sanitario regionale. Durante il 2020, poi, il confronto con l’amministrazione regionale è stato discontinuo e caratterizzato dall’emergenza coronavirus, segnato dalla morte prematura della presidente Jole Santelli.

Confronto serrato con le forze sociali

La condizione difficile della nostra regione esige, soprattutto da parte di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica regionale, un confronto proficuo e serrato con le forze sociali e produttive nel lavoro di risoluzione delle tante, troppe, problematiche ancora irrisolte in Calabria. Il precariato storico, la sete di lavoro e sviluppo, la cura dell’ambiente e del dissesto idrogeologico, l’innovazione tecnologica, le riforme istituzionali, i nodi della forestazione, quelli della sanità, la riprogrammazione del Programma operativo regionale – fanno rilevare Sposato, Russo e Biondo – sono tutte richieste avanzate da Cgil Cisl Uil Calabria, che sono rimaste inevase. La Calabria, purtroppo, rimane la regione con il disagio sociale più alto. Il Covid-19, poi, ha messo in evidenza le inefficienze del sistema sanitario calabrese”.

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