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Cittadinanza onoraria alla figlia di Che Guevara, polemiche a Rende

Domani alle 11,30 nella sala consiliare del comune di Rende sarà ufficialmente conferita dal sindaco Marcello Manna la cittadinanza onoraria ad Aleida Guevara. L’astensione al voto del consigliere Mimmo Talarico, durante la riunione del Consiglio comunale di Rende di ieri, per il conferimento della cittadinanza onoraria ad Aleida Guevara, figlia di Ernesto Guevara, noto come il Che, ha scatenato un turbinio di polemiche. “La maggioranza di centro-destra, – ha detto Talarico nel corso dell’assise – protagonista della più selvaggia delle privatizzazioni (sport, cimitero, sanità) e sostenitrice dei boss della sanità privata,  ha proposto di conferire, strumentalmente, la cittadinanza onoraria alla figlia del Che. Proprio voi che oggi applaudete ad Aleida, eroina della sanità pubblica mondiale avete regalato 24mila metri cubi ai privati (riferendosi verosimilmente al gruppo iGreco ndr) per realizzare una clinica privata. Siete stati capaci di trasferire il mito del Che dalle spiagge di L’Havana alle spiagge di Cariati marina. Noi non ci stiamo. Esprimo ringraziamento ai medici cubani e alla dottoressa Guevara. Questa è una farsa borghese come direbbe Ernesto Che Guevara. Viva Cuba, abbasso l’embargo”.

La risposta

Gli assessori del Comune di Rende Franchino De Rango e Fabrizio Totera, insieme al consigliere comunale Luigi Superbo hanno risposto con una nota alle accuse mosse da Talarico. “Mimmo Talarico non perde occasione – dichiarano in una nota congiunta – per dare le sue lezioni di politica all’amministrazione Manna. Noi capiamo la sua difficoltà nell’aver dovuto digerire le ultime cittadinanze onorarie che abbiamo conferito a Ocalan e domani ad Aleida Guevara. E la sua difficoltà è quella di non poter applaudire a tale scelta. Talarico recita, ancora una volta, il ruolo di oppositore duro e puro. Sulla purezza ormai i cittadini di Rende si sono fatti ampiamente un’idea molto chiara. Talarico quando arriva il momento del voto apre il suo garage e nasconde la sua bandiera comunista. Nei bar di Rende ancora fa vedere la sua prima tessera agli amici presa proprio in un circolo intitolato Guevara, ma poi incredibilmente per diventare sindaco si è dovuto alleare con i fratelli Gentile. Ora è li che pontifica. Cerca di trovare le contraddizioni politiche del sindaco di Rende Marcello Manna, ma non ci riesce perché il nostro sindaco è notoriamente una persona libera, senza tessere di partito. A Talarico non resta che abbandonare l’aula. Nemmeno “un no” ormai riesce a dire. Le competizioni regionali sono alle porte e in qualche modo deve far capire che non ha messo ancora una volta la bandiera comunista in un garage, ma quanta fatica deve fare ogni volta il nostro eroe duro e puro? Noi questo sforzo enorme di cambiare ogni volta non l’abbiamo mai fatto. Anche perché siamo rimasti sempre dalla stessa parte”.

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