Colpiti da una tempesta di neve: trovati morti 5 scialpinisti dispersi sulle Alpi

Nonostante le cattive condizioni meteorologiche, una squadra di soccorritori è stata inviata sul posto. Si cerca ancora un'altra persona

Cinque dei sei scialpinisti che erano dispersi da ieri sulle Alpi svizzere sono stati trovati senza vita. Lo ha annunciato la polizia cantonale del Vallese che sta continuando le ricerche del sesto disperso. Nonostante le cattive condizioni meteorologiche, una squadra di soccorritori è stata comunque inviata sul posto dove ha “scoperto i corpi di cinque delle sei persone scomparse”, secondo quanto scritto in un comunicato della polizia.

Morte per ipotermia

Morte per ipotermia

I dispersi, secondo ipotesi dei soccorritori, hanno con ogni probabilità tentato di scavare una buca nella neve per trovare riparo dal freddo e dalla bufera e la loro morte potrebbe essere legata all’ipotermia, dopo che il gruppo aveva perso l’orientamento nella tempesta di neve. Le autorità elvetiche in conferenza stampa oggi a Sion non hanno chiarito le cause della morte, ma durante le ricerche di ieri mai si era parlato di valanga.

Fredy-Michel Roten, direttore dell’ Ocvs (Organizzazione cantonale vallesana dei soccorsi) ha detto in conferenza stampa che in queste situazioni, quando si riescono a contattare i dispersi al telefono, “si dà l’informazione di proteggersi al meglio, il che non è sempre evidente, fare un buco” nella neve, “proteggersi da qualche parte”. In casi del genere “si prova sempre a rimanere in contatto, poi bisogna vedere anche i mezzi che si hanno a disposizione, c’è purtroppo la questione della batteria” del telefono.

“Talvolta dobbiamo inchinarci alla natura”

“Tutto è stato fatto sul piano umano, sul piano delle risorse… abbiamo provato l’impossibile. Talvolta dobbiamo inchinarci alla natura”, ha spiegato Christian Varone, comandante della polizia cantonale del Vallese. I soccorritori hanno lavorato “fino all’estremo limite delle loro possibilità”, ha aggiunto, facendo riferimento alle condizioni meteorologiche “catastrofiche” del fine settimana scorso, con nebbia, vento, freddo e pericolo valanghe.

La “speranza” è di poter trovare ancora in vita lo scialpinista ancora disperso, pur essendo “realisti” sulle condizioni della montagna, a 3.500 metri di quota, nelle ultime 48 ore. La tempesta Monica sulle Alpi ha portato raffiche di vento fino a 190 chilometri all’ora sopra i 1.800 metri. La procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha annunciato l’apertura di un’indagine per far luce sulla tragedia. Secondo Pilloud in montagna le condizioni possono “cambiare subito” ed “è importante non giudicare le persone”, avendo rispetto nei “loro confronti” e “verso le loro famiglie”.

Chi erano gli scialpinisti dispersi

I sei scialpinisti svizzeri hanno tra i 21 e 58 anni, cinque di loro appartengono alla stessa famiglia del Vallese mentre un’altra persona, una donna, arriva dal canton Friburgo. Secondo quanto riferito dal sito del quotidiano svizzero Le Nouvelliste, si tratta di tre fratelli tra cui un amministratore comunale, un loro zio, un loro cugino e l’amica di uno tre fratelli. Diversi di loro erano alpinisti esperti e alcuni si stavano allenando per una gara di scialpinismo di rilevanza mondiale in programma ad aprile, la Patrouille des glaciers, il cui tracciato passa anche lungo l’itinerario Zermatt-Arolla che stavano percorrendo.

A dare l’allarme, sabato pomeriggio verso le 16, era stato un familiare che aspettava il gruppo ad Arolla, nella Val d’Hérens. Una telefonata fatta poco dopo, alle 17.19, da uno dei sei dispersi ha poi permesso la localizzazione nel settore del Col de la Tete Blanche, a circa 3.500 metri di quota, poco più di mezzo chilometro in linea d’aria dal confine con l’Italia e la Valle d’Aosta. Nella notte tra sabato e domenica cinque soccorritori svizzeri avevano tentato di raggiungere il gruppo partendo a piedi da Zermatt, ma a causa delle pessime condizioni meteorologiche e del pericolo valanghe hanno dovuto rinunciare.

Era stato allertato anche il Soccorso alpino valdostano, nella speranza che le condizioni meteorologiche sul lato meridionale consentissero l’intervento in elicottero. Ieri, in un altro incidente, uno sciatore che procedeva in fuoripista è morto all’ospedale di Sion (Svizzera) per i traumi riportati dopo essere stato travolto da una valanga nella Val Ferret elvetica. (ANSA)

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