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Commissione antimafia torna in Comune, sindaco calabrese grida al complotto

Si è insediata questa mattina a Scilla, nel Reggino, la commissione d’accesso antimafia chiamata a verificare l’esistenza di infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’ente comunale. A renderlo noto sui social è stato il sindaco Pasqualino Ciccone che riferisce di aver appreso la notizia stamane. Il Comune di Scilla era già stato commissariato fino a circa un anno fa sempre per presunte infiltrazioni mafiose. “Notizia terribile  – aggiunge Ciccone – che non avrei mai voluto dare a coloro i quali mi hanno sostenuto nel mio percorso di rilancio della città di Scilla. In questo momento sono attraversato da mille pensieri e tanti sono “i perché?” Adesso non cerco risposte a differenza di come ho fatto nel passato. Sono più debole – prosegue – e non più nelle condizioni di combattere contro i fantasmi. Mi ritiro in un silenzio religioso, nel bisogno di pace e serenità, nella speranza che alla fine, se non la giustizia terrena, trionfi la giustizia divina. Come sempre ho cercato di fare il bene del mio Paese, alle volte litigando ma sempre nell’interesse di Scilla. Probabilmente non servono uomini come me”.

Il sindaco: “Tempo per stabilire verità, ma sarà tardi”

Secondo Ciccone, “l’infiltrazione in generale negli organi dello Stato è molto pericolosa, non solo quella mafiosa ma tutte le infiltrazioni. Ad esempio, se un individuo ce l’ha con un altro individuo che ricopre un ruolo importante come essere sindaco e il primo conosce ad esempio un colonnello della Finanza o di qualche altra forza dell’ordine a cui riesce a millantare cose non vere sul secondo e se a questo si aggiungono ad esempio lettere anonime di cui magari il primo soggetto è l’artefice dei contenuti e che fanno ritenere vero quanto millantato e se poi si aggiunge sempre per ipotesi qualche altra persona che riveste un ruolo importante e che era abituato ad ottenere vantaggi da chi oggi si sente bistrattato da un sindaco qualunque che ha messo in evidenza i loro comportamenti non regolari, il gioco è fatto. Se poi – prosegue – si aggiunge qualche altra organizzazione di fratellanza (massoneria ndr) che come credo ha la difesa dei propri appartenenti l’obiettivo si raggiunge: ci si vendica del nemico infiltrandosi negli organi dello Stato, ingannando alcuni di essi assolutamente in buona fede, e finalmente si elimina il nemico. La storia è piena di questi episodi. Ancora una volta – conclude – servirà tempo per ristabilire la verità, ma per me sarà tardi”.

 

 

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