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Comunali 2020, tornano i sindaci in sette Comuni sciolti per ‘ndrangheta

Con le elezioni comunali di domenica e lunedì ritorna la figura del sindaco in alcuni Comuni della Calabria le cui amministrazioni, negli anni scorsi, erano state sciolte per infiltrazioni della ‘ndrangheta e quindi commissariate. A Cirò Marina (Crotone), l’unico Comune superiore ai 15mila abitanti, al momento, a scrutinio ancora in corso, si profila il ballottaggio: la sfida è tra Giuseppe Dell’Aquila, Sergio Ferrari e Nicodemo Filippelli, tutti e tre sostenuti da tre liste. Sempre nel Crotonese, domenica e lunedì si è votato anche a Strongoli, dove è stato eletto sindaco Sergio Bruno (“Per Strongoli”).

In provincia di Reggio Calabria i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nei quali si è tornati al voto sono stati due: Scilla, dove ha vinto Pasqualino Ciccone (“Scilla Riparte”), e Platì, dove è stato eletto sindaco Rosario Sergi (“Liberi di ricominciare”).

Tre invece, in provincia di Vibo Valentia, i Comuni in passato sciolti per infiltrazioni mafiose e che da oggi hanno un nuovo sindaco e un nuovo Consiglio: si tratta di Briatico, dove ha vinto Lidio Vallone (“Briatico per sempre”), Limbadi, nel quale è stato eletto primo cittadino Pantaleone Mercuri (“Risorgi Limbadi”), e San Gregorio d’Ippona, dove le urne hanno premiato Pasquale Farfaglia (“Insieme per San Gregorio”).

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