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Comunali a Reggio, Fdi e Udc diversamente in fermento e Nucera chiede primarie per il centrodestra

Non sono pochi i movimenti che si registrano – incrociati – nella politica reggina e calabrese.

Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Denis Nesci, per esempio, ha appena riunito gli eletti sul territorio metropolitano reggino insieme al commissario metropolitano e consigliere comunale Massimo Ripepi, all’assessore regionale al Lavoro e al Welfare Fausto Orsomarso e ai consiglieri regionali Peppe Neri (neopresidente della Giunta per le elezioni a Palazzo Campanella) e Raffaele Sainato.

Già la presenza di Sainato, peraltro, ha incarnato plasticamente un duplice fronte: da un lato, il “convitato di pietra” delle inchieste giudiziarie che hanno portato in breve tempo ad arresti pesantissimi (Sandro Nicolò, Mimmo Creazzo) proprio nelle fila meloniane, dall’altro la freschissima ufficializzazione dell’addio alla Giunta comunale di Locri del fin qui vicesindaco («Un ruolo svolto sempre con l’idea alta della politica e per trasmettere ai giovani e ai miei figli l’importanza e l’umiltà nell’agire per il bene della collettività», ha affermato fra l’altro Sainato accomiatandosi).

L’analisi di Nesci, soprattutto in relazione alle Comunali presumibilmente in programma per il prossimo mese di settembre, è partita dall’intenzione e dal desiderio di rendere i territori «protagonisti» al suo tentativo dichiarato «di allargare il partito alle forze positive della società civile, perché nonostante i dati dei sondaggi a livello nazionale, che attestano il partito oltre il 16%», stando al commissario provinciale Fdi deve «ragionare da primo partito del centrodestra». Se non una rivendicazione plateale della candidatura a sindaco, quasi. Da capire, tuttavia, se e fino a che punto queste affermazioni siano in completa sintonia con quanto reiteratamente asserito dalla deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro rispetto all’assoluta esigenza di attendere, per le attesissime Comunali reggine, il pronunciamento del “tavolo” romano di coalizione.

L’Unione di centro, a Reggio Calabria specialmente, è a sua volta in enorme fermento: già alle Politiche 2018 s’era ingollato il “boccone amaro” di vedere il lametino Franco Talarico candidato di punta in uno dei pochi collegi uninominali “possibili”, quello camerale di Reggio Calabria (dove però s’è riconfermata la pentastellata Federica Dieni), adesso però a militanti e dirigenti di un partito che alle ultime Regionali ha saputo firmare una riscossa eccezionale in termini di suffragi è parso davvero troppo ignorare le indicazioni del territorio “premiando” lo stesso Talarico con un assessorato regionale (Bilancio e Personale le deleghe). Nelle settimane scorse, peraltro, lo stesso Luigi Fedele non aveva usato troppi tatticismi nel puntare la bussola sul neoconsigliere regionale Nicola Paris, peraltro fino a poche settimane fa consigliere comunale delegato ai Grandi eventi per il centrosinistra. L’Udc «farà una lista forte e rappresentativa a sostegno del centrodestra», questo non è in discussione; ma stavolta, era suonato il ragionamento dell’ex parlamentare, sarebbe il caso che il segretario nazionale Lorenzo Cesa (indicato come il principale “responsabile” dell’inserimento di Talarico nella giunta Santelli) e la stessa Presidente della Giunta regionale tenessero conto adeguatamente «del risultato ottenuto dal partito in provincia di Reggio e del risultato del primo eletto, Nicola Paris», nei confronti del quale urgerebbe «un riconoscimento» attraverso «un ruolo di primo piano» in grado di creare le precondizioni giuste per «una lista ancor più forte e competitiva» alle Amministrative.

 

C’è poi una novità dalla voce flebile, però potenzialmente incisiva. L’ex presidente di Confindustria Reggio Calabria Peppe Nucera, oggi alla guida del movimento “La Calabria che vogliamo”, «invoca le primarie» per la designazione del candidato primo cittadino del centrodestra, visto che lo schieramento non ha ancòra formalizzato il nome dell’antagonista di Giuseppe Falcomatà. «Non possiamo stare ancòra in balìa di antiquati schemi politici in attesa di decisioni e accordi presi dai singoli partiti», argomenta Nucera, nella cui visione urge investire del compito «una personalità capace e autorevole, che con esperienza e determinazione sappia trascinare la città fuori dalle sabbie mobili» svolgendo entro la prima metà di luglio elezioni primarie, individuate quale «strumento democratico necessario per coinvolgere la società civile e trovare la persona adatta».

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