l'analisi

Comunali a Vibo, caos a destra e Maria Limardo traballa. Svolta al centro: Pitaro si ritira e si punta su Luciano

Il sindaco uscente a C7: "Non sono io che devo parlare ma altri che devono esprimersi sulla mia ricandidatura"

E’ l’ora delle scelte. A destra come al centro. Le elezioni provinciali si sono concluse con un sostanziale pareggio: tre consiglieri eletti nell’area di Forza Italia, altri tre espressione dell’asse centrista. Hanno giocato bene le loro pedine Azione che a Vibo e provincia significa Francesco De Nisi e l’alleanza Pd-M5S che ha fatto eleggere nell’assemblea di palazzo Bitonto due suoi amministratori (LEGGI QUI). Archiviata questa pagina i riflettori sono ora puntati esclusivamente sulle Comunali di Vibo in programma l’8 e il 9 giugno. Qui ad esprimersi saranno i cittadini e il quadro è destinato a complicarsi inesorabilmente tra giochi di potere e di palazzo, strategie chiare e oscure, tira e molla, manovre locali e regionali, mosse e indiscrezioni spifferate nei corridoi, dietro le quinte della politica in salsa vibonese.

Maria Limardo ricandidata? Più no che sì

A palazzo “Luigi Razza” sono ore incandescenti. Quella che si sta materializzando in questi giorni è una frattura tutta interna a Forza Italia. In gioco c’è la ricandidatura di Maria Limardo la cui posizione è sempre più traballante. I big azzurri vorrebbero andare oltre e sarebbero alla ricerca di una valida opzione. Circola con insistenza il nome di Roberto Cosentino, giovanissimo direttore generale del Dipartimento Lavoro, Formazione e Politiche Sociali. Figlio d’arte (il padre è stato sindaco democristiano della città negli anni ottanta), il suo nome è un’ipotesi che non è stata nè confermata ma neanche smentita. Ai suoi più stretti amici il diretto interessato ha riferito di non sapere ancora nulla. Resta un’opzione credibile che contribuisce a mettere ulteriormente in bilico la poltrona del sindaco uscente dopo le voci della scorsa settimana (LEGGI QUI). Raggiunta da Calabria7 a palazzo “Luigi Razza”, Maria Limardo non ha voluto rilasciare interviste e si è limitata a una laconica battuta: “Non sono io che devo parlare ma sono gli altri che devono esprimersi sulla mia ricandidatura alla guida della città capoluogo”. Intorno a lei si stringono i suoi più stretti collaboratori, uno dei quali nell’anonimato ha fatto notare: “La mancata ricandidatura di Maria Limardo a sindaco di Vibo sarebbe un certificato di fallimento del centrodestra”. Un’ala di Forza Italia, quella più vicina al primo cittadino, giudica dunque l’eventuale esclusione della Limardo con un clamoroso boomerang.

Vito Pitaro fa un passo indietro

E mentre a destra regna il confusione, il centro inizia a prendere forma. Fonti molto accreditate danno per ormai imminente la svolta. Vito Pitaro è pronto infatti a fare un passo indietro per evitare la disintegrazione della coalizione una cui parte ha rigettato l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco. Un’indiscrezione mai smentita dal diretto interessato ma confermata a più riprese dai suoi fedelissimi. Le ultime prese di posizioni più o meno pubbliche lo hanno indotto a cambiare idea. Ha capito che non ci sono i presupposti per una sua discesa diretta in campo. De Nisi si era già sfilato e il duo Consoli-Lo Bianco si è detto proprio ieri contrario a questa opzione (LEGGI QUI). Il suo passo indietro è un disco verde per Stefano Luciano, leader vibonese di Azione sul quale convergeranno le nove sigle che nei giorni scorsi hanno firmato un documento congiunto per ribadire il no a un’alleanza con Fratelli d’Italia e Forza Italia con o senza Maria Limardo. Salvo ulteriori colpi di scena, il candidato a sindaco dell’area centrista sarà l’avvocato penalista di Vibo che già cinque anni fa provò a scalare palazzo “Luigi Razza” a capo di quello che fu il centrosinistra dell’epoca. Stavolta si proporrà come alternativa sia alla coalizione progressista guidata da Enzo Romeo già in campagna elettorale, sia a ciò che resterà del centrodestra alla prese con il grande rebus del candidato a sindaco.

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