il retroscena

Comunali a Vibo, caos a destra: giochi di palazzo per superare Maria Limardo. Rinuncia o va avanti?

Gli ultimi autogol del sindaco hanno messo in discussione la ricandidatura. Adesso è considerata divisiva e perdente. Gli scenari dietro le quinte

Non è più una certezza la ricandidatura a sindaco di Maria Limardo. Con il passare delle ore ciò che sembrava un pettegolezzo inizia a prendere la forma di una vera e propria notizia ben oltre la semplice indiscrezione. Diverse autorevoli fonti, interne alla stessa maggioranza che la sostiene, confermano che il nome del primo cittadino uscente è ormai indigesto a gran parte del centrodestra da provocare mal di pancia a cielo aperto. Le ultime vicende, compreso il pasticcio dei biglietti per la “prima” del nuovo teatro, si sono tramutate in un boomerang per la Limardo. Dall’autocelebrazione all’autogol il passa è stato brevissimo e la bufera alimentata sui social non è passata inosservata arrivando nelle stanze che contano dove più di qualcuno ha chiesto spiegazioni al sindaco.

Il week end romano di Forza Italia

La situazione è in evoluzione e i vari retroscena sono tutti concordi nel sostenere la tesi del passo di lato chiesto ufficiosamente dai big del suo stesso partito. Come in “Affari tuoi”, il popolare programma di Amadeus, Maria Limardo avrebbe sostanzialmente detto di voler andare avanti. La prossima tappa, però, porterà il sindaco di Vibo a Roma dove nel week end è in programma il congresso di Forza Italia con un pacco da aprire carico di sorprese tutte da scoprire. Chiuderà udienza direttamente a Tajani o a chi per lui nel tentativo di dipanare la matassa. E’ chiaro che se lei dovesse insistere per rimanere in campo l’appoggio verrebbe del suo stesso partito verrebbe meno tant’è che si pensa già a una figura di superamento con tanto di uscita dignitosa per la stessa Limardo.

Il rimpasto in giunta regionale e il nodo Rossano-Corigliano

La prima ipotesi in campo è quella di un avvicendamento con Rosario Vari, l’assessore regionale alle Attività produttive che – si dice – abbia i mesi contati. Sia la Lega che la parte di Forza Italia non strettamente legata a Giuseppe Mangialavori chiederebbe un rimpasto in giunta e in bilico ci sarebbero i posti attualmente ricoperti dalla leghista Staine e dall’azzurro Varì. Occhiuto potrebbe premiare la lealtà della Limardo che è stata sempre al suo fianco garantendoli un posto nell’esecutivo regionale e liberando Varì per una possibile candidatura a sindaco di Vibo. C’è un altro nodo da sciogliere e riguarda un’altra grande città che andrà al voto il prossimo mese di giugno: Corigliano-Rossano. Qui la contesa tra Forza Italia e Fratelli d’Italia è più accesa che mai. Il parlamentare Ernesto Rapani vorrebbe capitalizzare il consenso dei meloniani ma gli azzurri sono in pressing per convincere Pasqualina Straface. Un effetto domino da non trascurare sui tavoli regionali con Forza Italia che guarda con Ciccio Cannizzaro alle Comunali di Reggio del 2025.

Il centrodestra a Vibo tra tensioni e strappi da ricucire

Giochi aperti anche se a Vibo Fratelli d’Italia è alle prese con tensioni interne di non poco conto tanto da faticare a chiudere la lista e con i vertici regionali e nazionali che non sembrano intenzionati a intestarsi alcun candidato a sindaco trattandosi di un territorio dalle dinamiche complesse e assai spinose. In quest’area circola il nome del professore Giulio Nardo che potrebbe effettivamente ricompattare le varie anime del centrodestra arrivando persino a toccare le corde giuste in Azione, il partito che a Vibo fa capo a Stefano Luciano, in lizza con Vito Pitaro per guidare l’area centrista alternativa al candidato dem Enzo Romeo e, fino a ieri, alla stessa Maria Limardo che potrebbe abdicare ricucendo indirettamente tutti gli strappi e rimescolando inaspettatamente le carte. Senza di lei infatti la Lega guidata sul territorio da Mino De Pinto potrebbe tornare a dialogare non solo con i pitariani ma anche con i vecchi alleati di un tempo e si aprirebbero scenari del tutto clamorosi fino a qualche settimana fa.  

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