Comunali a Vibo, la sfida di Romeo: “Noi non vogliamo i voti dei mafiosi e del malaffare”

La denuncia del candidato a sindaco del centrosinistra: “Questa città si cambia se si lasciano da parte clientele, cerchi magici e le solite famiglie”

A pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale, Enzo Romeo alza i giri del motore e infiamma i suoi sostenitori giunti su corso Vittorio Emanuele, cuore pulsante di Vibo per un’iniziativa che chiama a raccolta tutto il popolo della sinistra vibonese e calabrese. Sul palco insieme a lui ci sono anche due sindaci: quello di Cosenza Franz Caruso e quello di Catanzaro Nicola Fiorita.

Il messaggio ai cittadini vibonesi arriva in coda al suo discorso a braccio ed è una sfida agli altri aspiranti sindaci: “Noi non vogliamo i voti dei mafiosi, non vogliamo i voti della mafia”, grida senza mezzi termini Romeo che poi si rivolge ai suoi avversari: “Lo dicano anche loro che non vogliono i voti della mafia del malaffare, della gente che fa compromessi ogni giorni nelle amministrazioni locali. Lo dicano!”. Il messaggio è chiaro come i destinatari: Roberto Cosentino, leader della corazzata del centrodestra e Francesco Muzzopappa, il candidato sindaco del polo di centro.

Il messaggio ai cittadini vibonesi arriva in coda al suo discorso a braccio ed è una sfida agli altri aspiranti sindaci: “Noi non vogliamo i voti dei mafiosi, non vogliamo i voti della mafia”, grida senza mezzi termini Romeo che poi si rivolge ai suoi avversari: “Lo dicano anche loro che non vogliono i voti della mafia del malaffare, della gente che fa compromessi ogni giorni nelle amministrazioni locali. Lo dicano!”. Il messaggio è chiaro come i destinatari: Roberto Cosentino, leader della corazzata del centrodestra e Francesco Muzzopappa, il candidato sindaco del polo di centro.

“Stop a clientele e cerchi magici”

Romeo dice di muoversi lungo due direttrici: trasparenza e legalità. Due parole chiave in una città che ha rischiato l’invio della commissione d’accesso antimafia. L’aspirante primo cittadino parla a due passi dalla Prefettura e lancia un altro invito che non ha bisogno di interpretazioni: “Si lascino da parte clientele, cerchi magici e le solite famiglie”. Chiaro il riferimento al voto parentale-affaristico-mafioso che tiene in ostaggio la città. Romeo si rivolge quindi a tutti gli “sfiduciati” dalla politica per convincerli ad andare al voto e a cambiare il destino di Vibo Valentia. Le sue priorità sono note e le ribadisce sul palco snocciolandole una alla volta: il rilancio del porto, la rivitalizzazione del commercio, la valorizzazione del patrimonio storico culturale, la promozione turistica.

Sul palco ad ascoltarlo, sostenerlo e incitarlo il deputato del Movimento Cinquestelle Riccardo Tucci, i consiglieri regionali Raffaele Mammoliti e Antonio Lo Schiavo.  Al fianco di Franz Caruso e Nicola Fiorita ma non Giuseppe Falcomatà, trattenuto a Reggio Calabria da altri impegni. Il sindaco di Cosenza ha evocato un’alleanza anti-Occhiuto da costruire tra i sindaci progressisti calabresi e la vittoria di Vibo consentirebbe di riempire l’ultima casella. Fiorita invece ha detto di sentire profumo di vittoria e di respirare la stessa area di due anni fa a Catanzaro quando vinse contro ogni pronostico: “Portate Enzo al ballottaggio e poi ci pensa lui perché il ballottaggio è un’elezione libera”. Lui ne sa qualcosa.

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