l'analisi

Comunali a Vibo, rottura tra Pitaro e Luciano e alta tensione al centro: il terzo polo a rischio implosione

La designazione del candidato sindaco alla base della clamorosa frattura. Gli ex parlamentari Bevilacqua e Ranieri aprono a destra. Si spacca Azione

Dalla fumata bianca alla frattura insanabile. Per la serie c’eravamo tanto amati, Vito Pitaro e Stefano Luciano hanno già divorziato. Il loro matrimonio non è arrivato neanche in campagna elettorale. Si è fermato un attimo prima disintegrato dalle esigenze di uno e dalle ambizioni dell’altro. Insieme avevano costruito un autentico calderone al centro degli schieramenti mettendoci dentro di tutto: sovranisti, leghisti, moderati, ex democristiani, calendiani, renziani, ex parlamentari alternativi alla destra e alla sinistra. Un minestrone che si è rivelato indigesto soprattutto per Luciano, il primo ad aver lasciato il tavolo avviando una trattativa ormai alla luce del sole con i big di Forza Italia, Michele Comito e Tonino Daffinà, l’altra faccia della destra vibonese alternativa a Maria Limardo e a Giuseppe Mangialavori.

Gli azzurri navigano a vista e con il passare dei giorni sembra sempre più probabile la candidatura a sindaco di Roberto Cosentino, il giovane direttore generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria. Dopo il disco verde di Occhiuto si lavora all’ampliamento della coalizione e il possibile “ingaggio” di Luciano potrebbe rappresentare solo il primo passo di una campagna acquisti clamorosa che si intravede all’orizzonte.

Le aperture di Bevilacqua e Ranieri

Al centro guardano a destra anche due vecchi volponi della politica vibonese, Francesco Bevilacqua e Michele Ranieri, i cosiddetti “terzisti” nel duello andato in scena sottotraccia fino all’altro ieri tra Pitaro e Luciano. I due ex parlamentari, dopo l’uscita pubblica di Stefano Luciano che ipotizza un cambio di alleanze, in grande silenzio si stanno muovendo per ricompattare tutto il centrodestra e mettere all’angolo l’area progressista che sostiene Enzo Romeo quale candidato a sindaco. Un lavoro di fino con messaggini cifrati a destra e a manca. La strategia è chiara: “Se si creano nuove condizioni possiamo avviare un tavolo di confronto che porti alla scelta di un candidato a sindaco vincente”. Ranieri si dice possibilista e ai microfoni di Calabria7 spiega: “Dobbiamo avere dei segnali precisi. Per adesso stiamo a guardare per cercare di capire come si muovono gli amici di Forza Italia e Fratelli d’Italia.  Discutere aiuta a crescere e a trovare nuove soluzioni politiche. Noi di Centro siamo in dieci a decidere”. Più chiaro e deciso ad aprire il proprio fortino a Forza Italia e Fratelli d’Italia l’ex senatore Franco Bevilacqua che contattato da Calabria7 lancia un segnale preciso. “Se il Polo di Centro dovesse dissolversi non la vedo male l’ipotesi di un sindaco di tutto il centrodestra. Naturalmente noi ci muoveremo in dieci”.

Pitaro non si candida. Prendono quota Muzzopappa e Nesci

E i dieci sono le sigle che compongono il cartello moderato. Vito Pitaro per il momento resta al centro con il sostegno dell’Udc di Salvatore Bulzomì (carta bianca da parte del commissario calabrese dello scudocrociato Vincenzo Speziali) e di Noi Moderati che a livello regionale è guidato da Antonello Talerico. Al fianco di Città Futura, la formazione pitariana, anche la Lega di Mino De Pinto e soprattutto dell’avvocato Francesco Muzzopappa che in molti indicano come un possibile candidato a sindaco se il terzo polo dovesse resistere alle ultime intemperie. E tra chi aspira ad avere un ruolo di primo piano c’è pure Mariarosaria Nesci, altro avvocato, punto di forza di Noi Moderati, ritenuta l’anti-Limardo per via delle sue posizioni particolarmente critiche nei confronti del sindaco uscente. E Pitaro? Il passo indietro per come raccontato già nelle scorse settimane è tra l’ufficioso e l’ufficiale. Non si candiderà a sindaco ma vorrebbe che uno dei suoi lo facesse. La sua forza elettorale non è in discussione ma è consapevole che un suo coinvolgimento nella campagna elettorale in prima persona sarebbe soggetto ad attacchi di ogni tipo.

Azione spaccata in due: cosa farà De Nisi

C’è un ultimo grande interrogativo tutto interno ad Azione: cosa farà Francesco De Nisi? Al momento appare improbabile che il consigliere regionale di Filadelfia e leader dei calendiani in Calabria possa andare a destra. Il gruppo vibonese appare spaccato tra chi vorrebbe seguire Stefano Luciano e chi invece ha già messo una pregiudiziale su una alleanza con la destra. C’è chi spinge per restare al centro e qualcuno fa l’occhiolino a sinistra dove i rapporti con il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo sono considerati ottimi come dimostrato nelle ultime provinciali. Giochi, insomma, quanto mai aperti e, con Maria Limardo che si avvia al passo di lato, può accadere davvero di tutto.

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