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Comunali Catanzaro, Speziali fuori dall’Udc scrive a Cesa: “Pronta lista a favore di Talerico”

Il dichiarato sostegno di De Poli, presidente Udc, al candidato Valerio Donato nei giorni scorsi ha segnato la rottura con Vincenzo Speziali membro della direzione nazionale del partito scudocrociato che ha annunciato le proprie dimissioni e dichiarato di appoggiare la candidatura di Antonello Talerico.  “Carissimo Lorenzo, ti conosco dai tempi della mia adolescenza e sempre, dico sempre, – scrive in una lettera aperta Vincenzo Speziali al segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa – ho dimostrato, insieme alla mia leale amicizia (naturalmente spontanea e disinteressata) nei tuoi confronti, una coerenza di militanza ‘specifica’, in seno alla nostra originaria corrente nella Dc prima e nell’Udc dopo. La mia storia personale e familiare -pure in virtù di acquisizioni muliebri (che non sono, nemmeno loro, da poco, contrariamente a qualcuno di importazione padovana o autoctoni in loco) – dicevo la mia storia personale e familiare parla chiaro e dispiega, concretamente, fatti e i fatti sono ostinati. Sempre”.

“Bugiardi negli anfratti del partito”

“Ho assunto, concordando con te che sei – a parte l’amico di sempre – il segretario nazionale del partito, il mio incarico di commissario cittadino per Catanzaro, poiché io, assieme ad altre e autorevoli personalità -rappresentanti di istituzioni morali e dei mondi sociali, di comune ispirazione – avevamo certificato quanto fosse inconsistente la gestione di questo Merante; in più tutti noi, – ricorda Speziali – ti abbiamo confermato come costui non rappresentasse niente e nessuno, oltre a non avere, non solo rapporti sani e strutturati con il ‘collateralismo democristiano’, ma persino liste e nominativi, con relativa appartenenza al partito medesimo. Difatti, con i mondi di comune ispirazione, ho costruito questa lista-sempre aggiornando te e i ‘bugiardi’ che stazionano negli anfratti del Partito (se si vuole un nome di specie, lo posso fare, cioè Flavio Cedolia, alla continua ricerca – come la stampa ci notizia – di postazioni in luogo a nomine politiche, sempre a carico dell’Udc, che così tollerando e non smentendo, si delegittima e si mortifica, oltremodo) – dicevo a fronte di mie continue e trasparenti informative dettagliate, vi era più di qualcuno che depistava il mio, incessante, lavoro (stiano bene attenti: ho le prove di conversazioni avute a Roma e perciò nessuno si permetta, minimamente, di replicare, poiché lo svergognerei a mezzo stampa e lo citerei a giudizio) e, nel tentativo di delegittimarmi  -per altro senza riuscirci, ma ritrovandosi con un pugno di mosche in mano – ha ridotto l’Udc, cioè casa mia e non la loro (visto che sono dei volgarissimi ascari), non più un partito, bensì un simulacro, piuttosto che un feticcio”.

La crociata contro De Poli

“È una vergogna, un’immoralita`, un vero e proprio abominio, perpetrato persino da un ‘invasore’ territoriale come il futuro ex parlamentare De Poli, che è veneto, si fregia del titolo di senatore, si fa chiamare Toni, ma non è Bisaglia, il quale o si rivolta nella tomba, – ironizza Speziali – oppure qualora dovesse uscirne, potrebbe adire alle vie legali, nei confronti di questo ‘padovano dai pantaloni tubolari’, denunciandolo, paradossalmente, o per millantato credito ai danni del vero Toni (cioè Bisaglia, per l’appunto) o anche per sostituzione abusiva di individuo (sempre di Bisaglia, ovviamente). Di De Poli, mi occuperò a tempo debito e modo consono – è bene che lo sappia e se ne ricordi – organizzando una riunione in Veneto – e alla presenza di colui che il De Poli riconosce come suo interlocutore e leader, cioè il presidente della sua Regione, Luca Zaia (ed il fatto che De Poli, renderebbe, politicamente, conto a politici di altrui partiti, benché alleati, ma diversi dal nostro, la dice lunga, lunghissima, più del suo corpo esilmente filiforme) – e non mancherà nell’occasione, assieme alla presenza di alcune personalità istituzionali del suo luogo, pure quella di autorità morali che verranno debitamente richieste della loro presenza, proprio a fronte di dimostrazione che intendo dare, circa lo sconcio gestionale, l’eccepibile comportamento morale – tentato ma non riuscito – ai miei danni e la non politica (se fosse altro, ben altri dovranno giudicare). Insomma di costui tutti e chiunque, se ne dovranno fare idea compiuta in base a prove e testimonianze incontrovertibili, poiché ha mal tramato e insiste ad incedere nelle istituzioni, benché sia abusivo e avulso ad esse, ragione per la quale mi auguro di non vederlo in comizi nella mia terra (tanto non ne fa, poiché non ho memoria della sua operatoria), altrimenti tra claque e giornalisti, dovrà rendere conto pubblicamente e anzitempo – rispetto al programmato incontro veneto – delle sue avventatezze da politicante: sai bene, che quanto dico, verrà rispettato ed onorato, ragione per la quale si fughino dubbi e ci si prepari alle scuse ufficiali, oltre a gesti altrettanto ufficiali”.

“Farò valere legalità e moralità”

“Caro Lorenzo, è legalità e moralità, identità e linearità, perciò – sai benissimo – che le farò valere, nei modi descritti e così, pure questa ‘pratica’, ovvero il futuro ex senatore De Poli, l’archieveremo parlamentariamente parlando. A tal proposito, farò invitare pure te, così assisterai allo ‘spettacolo’ e accompagneremo corte e cortigiani all’uscio della porta della nostra comunità politica, che ancora crederebbe nella tua persona, ma desidera un segnale, una prospettiva, una parola di chiarezza e non vile ‘servo encomio e codardo oltraggio’. Per tornare a Catanzaro, cosi` come dicevo a te – e ai, non figuri, bensì controfiguri, allignati (per il residuo momento in corso) nell’Udc – non vi è stata lista di Merante (né mai l’ha avuta, benché sostenuto da De Poli e Cedolia, in odio alla mia città, a me e a te, è bene precisarlo), così come sempre il Merante, probabilmente, ha dimostrato di avere solo la misera disponibilità di sei nomi e cioè lui con ben minime cinque figure di candidate femminili (a egli riconducibili) e tutti saranno presenti nella formazione civica (non municipale, come Sturzo ci ha insegnato e noi dovremmo conseguenzialmente dichiararci ed essere) dell’aspirante -giammai prossimo – sindaco, tal Donato Valerio. Insomma – come da me previsto e lo sa l’intera città – molto rumore per nulla, oltre al danno arrecato allo Scudocrociato, simbolo scolpito nel mio cuore e che rappresenterò io e solo io, credibilmente. Per tali motivi, in conseguenza di palese conferma dei timori che avevo espresso e dimostrato, in ossequio alla verità cristallizzata, chiedo un atto ufficiale nei confronti di Merante (di De Poli, ci occupiamo, politicamente, dopo, così come illustrato in precedenza), ovvero l’espulsione per indegnità (avevamo tutto pronto ed infatti la lista la presenterò e a favore di un galantuomo come Antonello Talerico) e per dimostrata ‘mala gestio’ partitica (non mi risultano e a te pure, attività positive sul territorio provinciale e nemmeno nel Comune di Soverato, dove si vota e per disperazione merantiana, a seguito della mia supplenza in luogo alla sua inefficienza, stavo operando, come tu e quel Cedolia sapete) e chiedo che ciò venga fatto -a norma di statuto- pure durante la campagna elettorale, altrimenti avrò altri argomenti da utilizzare – lecitamente – e non mi fermerò innanzi a nulla o a nessuno. La questione dovrà essere risolta per come è giusto che sia, poiché la politica è passione e le cose passano, ma la storia continua. Ti abbraccio forte”.

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