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Comunali Catanzaro, volano tra gli stracci tra Costanzo e Talerico: botta e risposta incandescenti

Quella foto galeotta. Tutto è partito da un post Facebook di Sergio Costanzo, candidato consigliere a sostegno di Valerio Donato, con la didascalia che recitava: “Gli artisti di Io scelgo Catanzaro. Antonello Talerico Sindaco… per un futuro Royal”. Una iniziativa che ha mandato su tutte le furie il presidente dell’ordine degli avvocati di Catanzaro, che ha subito replicato con un appello al prof Donato “di prendere pubblicamente le distanze dalle gravi ed infamanti dichiarazioni e dal contegno assunto in questi giorni di campagna elettorale da parte di uno dei suoi principali alleati, tal Sergio Costanzo, nei confronti dei candidati di una delle mie liste (“Io scelgo Catanzaro”) e, quindi, nei confronti della mia persona”. Talerico ha poi rincarato la dose aggiungendo che Costanzo è ben noto a tutti “nella sua veste di impiegato di una nota azienda che vende animali e mangimi” sottolineando che lo stesso è “imputato in un processo penale” (LEGGI QUI).

La risposta di Costanzo

Il candidato consigliere ha inteso rispondere chiedendo a Talerico di spiegare “come mai lui stesso non abbia preso le distanze da Mimmo Tallini, responsabile principale del tracollo politico del capoluogo e condannato nel processo “Multopoli” o dai consiglieri uscenti e ricandidati nelle sue liste Lorenzo Costa e Giulia Procopi, indagati, come il sottoscritto nel processo “Gettonopoli”. Ed ancora da Claudio Parente il cui nome è irrimediabilmente legato al fallimento del Catanzaro calcio oltre che a note vicende giudiziarie della Operazione Corvo. Senza dimenticare il buon Vincenzo Speziali, lui certamente turista per caso, la cui notorietà è legata al caso Matacena che lo ha visto coinvolto in prima persona” (LEGGI QUI).

Talerico replica: “Nervoso perché sa che la sua carica non è eterna”

Un comunicato che ha innalzato ulteriormente i toni stimolando la controreplica del presidente dell’ordine degli avvocati, che ha definito Costanzo nervoso “perché ha probabilmente scoperto che la carica che oggi ricopre per l’ennesima volta non è “a vita” e che i cicli politici, come il suo, finiscono”. Talerico ha poi ricordato l’inchiesta “i cui esiti non si conoscono, ma che paventerebbe l’ipotesi che parte del clan dei gaglianesi si sia attivato in passato per procacciare voti proprio al consigliere Costanzo”. (LEGGI QUI)

La controreplica di Costanzo

Un riferimento che non è affatto piaciuto a Costanzo. “Ad urne chiuse, quando digiteranno il suo nome – ha scritto rivolgendosi a Talerico – verrà fuori che un avvocato, presidente dell’ordine, garantista per formazione (così dice) davanti ad un avversario politico non sa far altro che “impaurire” con un virtuale tintinnio di manette, contravvenendo ad ogni regola deontologica e al principio cardine che dovrebbe essere faro per ogni avvocato:  il principio di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio. A me – ha concluso – resta la soddisfazione dell’affetto della gente vera, quella che ti sta accanto senza secondi fini, che si tratti di uomini o di donne. E non importa se sarò ancora tra la gente come consigliere comunale o solo come Sergio Costanzo, perché questa è la mia città, questa è la mia gente, sia che mi voti sia che non lo faccia”.

© Riproduzione riservata.

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