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Comune Catanzaro inflessibile, l’1.71 euro di residuo d’acqua s’ha da pagare…anche a rate!

(D.C.) – La lotta all’evasione è una cosa seria. Serissima, meglio ancora. Chi non paga le tasse, deve dunque finire nel mirino degli enti di controllo. E deve, se del caso, pure essere sanzionato a rigor di legge.

Ma anche sotto il profilo dell’esazione del dovuto, non si può sorvolare. Ci mancherebbe. Perché quanti non si curano di onorare i tributi, arrecano un danno alla collettività.

Ma se l’ammontare della riscossione è pari a 1.71 euro, forse una diversa soluzione la si può trovare.

Chissà, magari, cumulando l’irrisoria cifra nella prossima bolletta o arrotondando per difetto come pure talvolta avviene per certe utenze.

Però non per i canoni idrici in sospeso con il Comune del capoluogo di regione, in cui la lotta senza quartiere ai ‘furbetti dell’acqua’ comincia con un segnale inequivocabile: a chi paga, chiediamo pure 1.71 euro…di differenza (anche in tre ‘comode rate’ come prevede la prassi, per carità).

‘Altro che Svizzera, qua siamo a Catanzaro’. Tutto giusto e perfetto, allora, salvo il fatto che a noi resta il dubbio di un pizzico di ‘buon senso’ o raziocinio in più da usare.

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