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Comune Catanzaro, si lavora al “ribaltone” al ritmo dei successi di Mina

disastro ambientale catanzaro

di Danilo Colacino – E se domani…e sottolineo ‘se’, cantava Mina. Ma in questo caso il celebre motivo andrebbe parafrasato così: se i conti tornassero, a Palazzo De Nobili sarebbe subito spallata e ‘ciaone’ al sindaco Sergio Abramo messo di colpo in minoranza da una parte del suo schieramento. Può darsi, però, che le manovre siano finalizzate solo a far sapere cosa si sta preparando, vale a dire un piano pronto a essere realizzato non appena i numeri dovessero suffragarlo. Un modo, insomma, per mettere ancora più pressione a chi non starebbe rispettando i vecchi patti e facendo corsa a sé in vista del delicato passaggio delle Regionali, forse addirittura esiziale – sempre politicamente parlando, s’intende – per più di qualcuno dei maggiorenti catanzaresi e relativa pletora di ‘aventi causa’. Già, perché nel convulso e confuso ‘Risiko de noantri’ un unico dato è certo: non c’è pane, o trippa, per tutti. Le pur tante prestigiose poltrone da assegnare tra governo e sottogoverno, viste nel quadro geopolitico calabrese, non bastano a soddisfare gli appetiti e le mire di ognuno dei dirigenti del centrodestra del capoluogo anche studiando e ripassando, quasi fosse materia d’esame universitario, il Manuale Cencelli di democristiana memoria. Un bel guaio per i diretti interessati che hanno quindi optato per eliminare qualche ingombrante zavorra invece di stare insieme appassionatamente.

Se telefonando… E aridanghete con la ‘Pantera di Goro’, ma che dobbiamo giocoforza rievocare, avendo portato al successo proprio la canzone, fra gli altri, del ‘paroliere per un giorno’ Costanzo (guarda tu alle volte le coincidenze!) e dell’autore del testo Morricone ‘Se Telefonando’. Sì, perché è tramite cellulare che il progetto – ancora una volta anticipato da noi di calabria7.it – è stato, seppur ancora in modo larvato, ventilato. Resta il fatto, però, che uno dei principali interlocutori non sia stato contattato. Ragione? Annosi risentimenti, forse persino rancore, a far da motivo ostativo. Ma chissà che presto o tardi (leggasi durante la rovente, in tutti i sensi del termine, estate o nell’autunno caldo) non prevalga la Realpolitik e si arrivi al ‘dunque’. Un ribaltone che dimostrerebbe plasticamente come l’impossibile sia diventato possibile con relativo stravolgimento dell’attuale scenario senza.. per giunta (giuriamo di non farlo apposta) la necessità di ritorno alle urne. Spauracchio, quest’ultimo, che spinge la quasi totalità dei consiglieri a ritenere più saggio appoggiare il sindaco anche se invece di quelle di Abramo avesse le sembianze sinistre, aggettivo affatto casuale nell’occasione, di Pol Pot.

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