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Confartigianato Catanzaro: “Doppia beffa per i calabresi”

Confartigianato Calabria artigiani

“In attesa che Babbo Natale arrivi con in dono il tanto agognato commissario alla Sanità calabrese, questa regione ogni giorno di più non fa che sentirsi abbandonata a se stessa. I cittadini come regalo per questo Natale alle porte hanno ormai deciso di regalarsi dei tamponi a pagamento, perché le nostre Asp non sono messe nelle condizioni di poter lavorare con le strumentazioni necessarie. Ma forse il nostro Governo centrale ha dimenticato che siamo in piena emergenza pandemica, ha dimenticato quanto per fermare questo maledetto virus sia necessario il tracciamento e l’intervento tempestivo. E ha dimenticato anche che il tampone non solo consente al singolo individuo di comprendere il proprio status di salute (anche nei casi in cui vi sia asintomaticità), ma con il suo isolamento, se risultato positivo, si potrebbe evitare la diffusione ulteriore del Covid-19 e quindi il proseguimento di questa situazione che ormai definire ‘drammatica’ risulta addirittura riduttivo”. È quanto si legge in un comunicato di Confartigianato Imprese Catanzaro.

“Ci troviamo a vivere l’ennesimo paradosso, con l’assenza della programmazione sul tracciamento dei positivi. E a fare le spese chi sono? Sempre i cittadini, ovviamente! – prosegue – Se da una parte il Governo pensa a come riaprire in virtù delle feste natalizie sempre più vicine, dall’altra parte i calabresi (senza sanità, senza commissario e ormai da tempo anche senza tamponi) hanno come impellenza non solo quella di comprendere come procurarsi da vivere, visto che i bonus da erogare sembra siano già stati dimenticati, ma devono anche trovare i soldi per pagare questi tamponi privatamente, visto che quelli messi a disposizione in maniera gratuita hanno dei tempi lunghissimi per essere effettuati e, ancor di più, per essere processati. Chissà quanti positivi ignari ci sono per strada! E chissà quanti soggetti negativizzati sono ancora rinchiusi in una stanza, in isolamento, col terrore di poter infettare i propri familiari! E in questa situazione che si fa? Nulla, aspettiamo la Manna dal cielo, come sempre. Che magari da lì pioverà anche un altro nome da proporre come commissario alla nostra Sanità. Perché ormai non si gioca più con i numeri della tombola, ma con i nomi dei commissari. Sarebbe interessante però capire anche se il Governo stia lavorando su un piano che preveda come far uscire dal commissariamento la nostra terra. C’è un programma strategico da attuare o dobbiamo aspettare che ce lo consegnino i Re Magi? Magari sempre loro potranno spiegarci anche come, con 18 ospedali chiusi sparsi per la regione, la necessità ora sia quella di realizzarne altri da campo!”.

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