Conferenza Stato Regioni, partecipazione della Provincia di Catanzaro

Lunedì 11 marzo scorso, l’avvocato Elena Morano Cinque, in qualità di Consigliera di Parità, ha partecipato in rappresentanza della Provincia di Catanzaro, alla riunione preparatoria della Conferenza Stato Regioni alla presenza del Consigliere Gallozzi, Capo Dipartimento Affari Regionali e Direttore dell’Ufficio di Segreteria della Conferenza permanente.

La delegazione, oltre che dalla Consigliera nazionale, era composta da 15 Consigliere di Parità provenienti da ogni parte d’Italia. La Consigliera di Parità Morano Cinque è intervenuta chiedendo, preliminarmente, una decisa presa di posizione del Governo a sostegno della revisione della legge Del Rio, che tanti danni ha causato alle province e che – a seguito dell’esito del referendum del 4 marzo 2017 – è contraria alla Costituzione in quanto svuota di poteri, funzioni e risorse un ente di rango costituzionale.

La delegazione, oltre che dalla Consigliera nazionale, era composta da 15 Consigliere di Parità provenienti da ogni parte d’Italia. La Consigliera di Parità Morano Cinque è intervenuta chiedendo, preliminarmente, una decisa presa di posizione del Governo a sostegno della revisione della legge Del Rio, che tanti danni ha causato alle province e che – a seguito dell’esito del referendum del 4 marzo 2017 – è contraria alla Costituzione in quanto svuota di poteri, funzioni e risorse un ente di rango costituzionale.

Di seguito la Morano Cinque ha richiamato l’attenzione del Governo sull’insostenibile doppia disparità di trattamento che oggi – a seguito delle modifiche apportate dal D.lgs 151/2017 attuativo del cd job’s art – sono costrette a soffrire le vittime di discriminazione nei luoghi di lavoro a seconda del territorio di residenza. Ed invero, giacché le risorse per la realizzazione delle attività della Consigliera di Parità (che è nominata dal Ministero del Lavoro) sono oggi totalmente a carico degli Enti territoriali presso cui esse operano, purtroppo accade che le Province più ricche possono tutelare le vittime di discriminazione più efficacemente di quelle più povere.

Detta situazione, ha proseguito la Morano Cinque, non solo è incostituzionale, in quanto violativa dei principi di uguaglianza e di pari opportunità, ma addirittura è aberrante ove sol si consideri che le Consigliere di Parità sono le figure istituzionali e pubblici ufficiali deputate proprio alla tutela antidiscriminatoria!

Pertanto, ha concluso la Morano Cinque, l’unica via percorribile è il ripristino del Fondo Nazionale presso il Ministero del Lavoro che garantiva uniformità di trattamento su tutto il territorio italiano, contro ogni forma di discriminazione. L’intervento della Consigliera Morano Cinque è stato apprezzato dalle colleghe che hanno condiviso le sue osservazioni ed anche dal Consigliere Gallozzi che ha chiuso l’incontro in Conferenza Stato Regioni impegnandosi alla convocazione, quanto prima possibile, di un tavolo tecnico sullo specifico tema affrontato, preparatorio della conferenza permanente.

Redazione Calabria 7

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