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Congresso Pd, Irto vuole fare presto: “La politica non può nascondersi dietro il civismo”

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di Sergio Pelaia – Quando per lui si parla di “calo” di consensi è bene contestualizzare: alle elezioni del 2014, nella coalizione all’epoca vincente, Nicola Irto prese 12mila voti; alle successive (gennaio 2020) il centrosinistra perse ma lui addirittura ottenne 500 preferenze personali in più rispetto alle Regionali precedenti; stavolta, sempre nella coalizione sconfitta, è “sceso” a 10.333 voti. È insomma il più votato dell’opposizione e, pur essendo giovane, è ormai una certezza per il suo partito e ha alle spalle anche l’esperienza da presidente del consiglio regionale. Nei mesi scorsi è stato al centro di un tira e molla interno che lo ha visto prima candidato alla Presidenza per il Pd e poi sacrificato sull’altare dell’alleanza con i 5 stelle. Non sembra però che quel passo falso ne abbia scalfito più di tanto l’aplomb né il percorso politico.

Nonostante la querelle sulla candidatura alla Presidenza il Pd calabrese non può certo rimproverarle nulla, lei invece cosa rimprovera al suo partito? I famigerati feudi ci sono ancora?

“Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto, anche in considerazione dell’alta percentuale di astenuti che ha caratterizzato l’ultima tornata elettorale e della frammentazione del centrosinistra. Le questioni interne ai partiti non hanno nessuna presa sui cittadini che premiano programmi e credibilità e hanno necessità di punti di riferimento sul territorio. Io non rimprovero nulla al Pd, ho semplicemente posto delle questioni fondanti che devono essere affrontate in un clima sereno e aperto al dialogo. Un passaggio fondamentale che deve accompagnare la stagione congressuale, sulla quale si deve accelerare. Al Pd calabrese serve avere una guida democraticamente eletta e una classe dirigente rinnovata che sappia riannodare il legame con il territorio e i circoli”.

Guardando al risultato di Cosenza, più di un esponente di lungo corso di centrosinistra ha mostrato rimpianti per come sono andate le Regionali. Secondo lei la strada da seguire resta quella della coalizione larga, da Calenda ai 5 stelle?

“Credo che non esistano ricette o alleanze valide per tutte le stagioni e le competizioni. Il risultato di Cosenza va salutato con soddisfazione e rinnovo a Franz Caruso gli auguri di buon lavoro. Le elezioni comunali sono diverse da quelle regionali e fare paragoni mi sembra azzardato. La strada da seguire credo sia quella di avere le idee chiare sul futuro che vogliamo dare al Paese e alla Calabria e costruire un programma serio, credibile e realizzabile. Su un programma di questo tipo il dialogo deve essere aperto nei confronti di tutto il campo progressista e riformista senza preclusioni, senza veti e senza personalismi”.

La scelta di candidati civici per la Presidenza – Amalia Bruni ha rivelato che lei è stato tra i primi a fare il suo nome – l’ha convinta e la convince anche per il futuro del centrosinistra calabrese? Come valuta la scelta di Bruni di iscriversi al Misto?

“Anche qui non credo che ci sia una scelta che valga per sempre. Ringrazio Amalia Bruni per l’impegno messo in questa difficile campagna elettorale. La sua decisione, da non iscritta a nessun partito, va rispettata. Credo andrà fatta una riflessione profonda sul futuro, la politica non può nascondere dietro i candidati civici le proprie mancanze o l’incapacità di esprimere candidati autorevoli. Ogni elezione è una storia a sé, ma la politica deve avere, e li ha, rappresentanti in grado di incarnare un programma, una coalizione, un cambiamento”.

È già successo dopo le passate elezioni, stavolta se glielo riproporranno accetterà di fare il capogruppo?

“Io non hi mai posto questioni personali e la storia dell’ultimo anno lo dimostra in modo chiaro. Quando sarà il momento valuteremo assieme al gruppo e prenderemo, insieme, le decisioni più opportune per rendere efficace e costruttiva l’azione dell’opposizione in Consiglio regionale”.

De Magistris accusa spesso il Pd di “connivenza” politica con il centrodestra. A Palazzo Campanella dialogherete con i consiglieri espressi dalla sua coalizione o non ci sono margini?

“La campagna elettorale condotta da De Magistris è stata sbagliata nei toni e nelle modalità. La politica non si fa contro qualcuno, ma a favore di una comunità. Né può essere accettabile il piglio di chi pensa di potere colonizzare una Regione senza conoscerne la storia e senza avere mai avuto un confronto con il territorio se non dopo la decisione di candidarsi, aiutando di fatto la destra. Noi siamo, senza se e senza ma, alternativi alla destra. Detto questo in Consiglio regionale dialogheremo sulle cose da fare in maniera aperta e senza preclusioni”.

A Reggio il Pd è il primo partito (al netto dello sdoppiamento di Forza Italia e Forza Azzurri) e lei supera l’assessore Gianni Muraca. Qual è ad oggi il suo giudizio politico sull’amministrazione Falcomatà?

“Il risultato del Pd è stato buono, ma poteva essere migliore. Ringrazio tutti i candidati della lista che si sono spesi con grande generosità in campagna elettorale, ma è chiaro che il partito va ricostruito dopo il commissariamento e c’è bisogno di un rinnovamento della sua classe dirigente. La stagione congressuale servirà a questo se sapremo sfruttarla come occasione di dialogo e non di conta interna. Il giudizio politico sull’amministrazione comunale di Reggio l’hanno dato, in maniera larga, i reggini solo un anno fa”.

© Riproduzione riservata.

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