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Consiglieri comunali di Catanzaro “assunti” in Regione, Di Lieto: “Assise delegittimata”

“Fosse vero il teorema della Procura della Repubblica di Catanzaro, ci troveremmo ad avere un consiglio comunale delegittimato. Altro che indipendenza dei consiglieri comunali che dovrebbero rispondere solamente alla città. E del resto impietosi sono i numeri. Praticamente tutti sono accasati presso strutture regionali o provinciali, direttamente o tramite interposta persona”. E’ quanto scrive, in una nota, il vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto.
“A partire dal presidente del consiglio comunale Marco Polimeni, – prosegue la nota –  che è stato chiamato a supportare la struttura regionale dell’on. Baldo Esposito, passando per la vicepresidente, Roberta Gallo che siede nella struttura dell’on. Domenico Tallini, fino ai tanti, troppi, consiglieri comunali che riescono a trovare il tempo per coadiuvare i consiglieri regionali: da Andrea Amendola, passando per Ivan Cardamone e finendo a Fabio Talarico, che lo stesso sindaco Abramo ha “ricompensato” conferendogli un piccolo incarico in Provincia”. E ancora: “Ci sono Consiglieri che hanno sistemato la moglie, la sorella, il figlio e finanche i genitori, una singolare gara ad occupare una (seconda) poltrona. Un sistema di assunzioni a catena che potrebbe aver cementato la maggioranza e che fornisce una poco nobile chiave di letture alle stucchevoli migrazioni avvenute in consiglio”. Migrazioni – rileva Di Lieto –  che, a volte, hanno davvero dell’incredibile. “Chi non ricorda il candidato di estrema sinistra Giuseppe Pisano quando chiese l’intervento della magistratura contro il sempreverde sindaco Sergio Abramo, accusando la maggioranza di brogli. Come sono lontani quei tempi. Oggi, infatti, lo stesso Pisano è capogruppo del partito del Sindaco, “Catanzaro con Sergio Abramo”. Pisano è solo un esempio”.
L’aspetto che più ci interessa – rileva il Codacons –  è quello che attiene l’imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione. “Il presidente del Consiglio comunale, così come i presidenti delle Commissioni ed ogni singolo consigliere, sono organi istituzionali. I criteri a cui dovrebbero ispirarsi tutte le loro azioni, sono quelli legati al concetto di imparzialità e di difesa dei diritti e delle prerogative di tutti.
I consiglieri comunali devono essere al di sopra di ogni sospetto, liberi da qualsiasi legame che possa anche solo suscitare un dubbio di indipendenza di pensiero. Ma come ci si può discostare dai desiderata di chi ti garantisce un cospicuo assegno a fine mese? Sarà davvero difficile per moltissimi consiglieri garantire terzietà, rispetto ai loro datori di lavoro. Ma può essere davvero indipendente un dipendente?
Ogni sua iniziativa, ogni sua decisione, ogni suo voto sarà letto attraverso la lente deformata del sospetto che voglia ingraziarsi chi gli garantisce un assegno mensile. E l’ultima (l’ennesima) bufera su Catanzaro ne è l’esempio”.

“Riteniamo doveroso – conclude il Codacons – che di quest’ultima vicenda se ne discuta in consiglio, perché se viene meno il rispetto per l’imparzialità di un consiglio comunale, se viene meno il rispetto per gli elettori, se vi è solo il sospetto che il consiglio comunale sia una sorta di teatrino chiamato a ratificare decisioni prese in altri luoghi, ebbene allora bisogna mandarlo a casa prima possibile”.

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